Milo Infante rompe il silenzio sulla sua partenza dalla Rai, avvenuta dopo oltre due decenni di collaborazione con l'azienda pubblica. In una lunga intervista, il giornalista ripercorre le ragioni che lo hanno spinto a scegliere Mediaset, dipingendo un quadro di frustrazione accumulata nel tempo. Non si è trattato di una decisione improvvisa, sottolinea, bensì di un processo graduale di deterioramento del rapporto con la dirigenza.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso risale allo scorso dicembre, quando durante una cena con l'amministratore delegato Giampaolo Rossi e il responsabile degli Approfondimenti Paolo Corsini, Infante ha avanzato una richiesta precisa: una promozione, l'incarico di direttore della Struttura Sviluppo Nuovi Format e un adeguamento del compenso verso il tetto dei 240 mila euro lordi annuali. La risposta ricevuta è stata vaga e, soprattutto, non seguita dai fatti. «Mi dissero che andava bene, che considerassi già tutto fatto. Poi il silenzio», racconta il conduttore, evidenziando come nessuno lo abbia ricontattato per concretizzare l'impegno assunto.
Infante non risparmia critiche nemmeno verso Angelo Mellone, il responsabile del Day Time di Rai2, accusandolo di voler eliminare il suo programma Ore 14 per sostituirlo con La porta magica di Andrea Delogu. Secondo il giornalista, il suo spazio è stato a lungo considerato la «Cenerentola» della rete, nonostante i risultati di ascolto straordinari sia nella versione quotidiana che in quella serale. Questo atteggiamento, ribadito anno dopo anno, gli ha fatto sentire il peso di una costante battaglia per la sopravvivenza del suo progetto.
La situazione si è ulteriormente complicata a febbraio, quando hanno preso forma nuovi contrasti. Dopo mesi di stallo, il conduttore ha inviato a Corsini una comunicazione definitiva in cui prendemeva atto della «ennesima mancanza» da parte dell'azienda. A questo punto, la scelta di Mediaset è risultata naturale. Presso il Biscione gli è stato affidato il nuovo programma Ore 11, una striscia quotidiana in partenza su Rete4 il 24 agosto, seguita da un progetto in prima serata a settembre. La cifra precedentemente guadagnata in Rai era di 174 mila 280 euro annui, una somma su cui Mediaset ha chiaramente offerto margini di miglioramento.
Interessante anche un dettaglio emerso dal racconto di Infante: commentando il suo sostituto Carlo Sottile, ha fatto notare come il collega avesse pubblicato su Instagram una locandina promozionale del programma realizzata con l'aiuto dell'intelligenza artificiale, un fatto che gli ha lasciato «un'impressione di tristezza». Infine, il conduttore ha voluto scusarsi pubblicamente con Cesare Stasi, senza però specificare i motivi di tale gesto nella parte di intervista divulgata finora.