Una semplice escursione nei prati intorno a Ziano di Fiemme si è trasformata in una tragedia irreversibile. Gianna Sommavilla, 76 anni, originaria di Moena e docente presso l'istituto d'arte ladina della provincia di Trento, ha perso la vita a causa di un'infezione contratta dal morso di una zecca. L'episodio risale all'8 giugno scorso, quando la donna è stata puntura durante una passeggiata nelle vicinanze della propria abitazione.

I familiari, notando i primi sintomi della malattia, hanno subito accompagnato la donna al nosocomio di Fiemme a Cavalese, dove lo staff medico ha avviato tempestivamente la terapia profilattica. Tuttavia, le condizioni della paziente non hanno mostrato alcun miglioramento durante i giorni di permanenza nella struttura ospedaliera locale. Dinanzi all'aggravamento del quadro clinico, i medici hanno deciso il 20 giugno di trasferirla d'urgenza tramite elicottero all'ospedale Santa Chiara di Trento, dove è stata ricoverata nel reparto di terapia intensiva.

Purtroppo, nemmeno l'intervento della struttura di eccellenza trentina è riuscito a contrastare la progressione dell'infezione. Venerdì scorso, a circa trenta giorni dal momento della puntura, Gianna Sommavilla è deceduta a causa dei danni cerebrali irreversibili provocati dall'encefalite trasmessa da zecca, una malattia virale acuta che colpisce il sistema nervoso centrale. La malattia, nella sua fase iniziale, presenta sintomi simili a quelli influenzali e spesso regredisce spontaneamente; tuttavia, in alcuni casi può evolvere verso forme più gravi come meningite o encefalite, come purtroppo accaduto alla donna.

La scomparsa di Sommavilla ha colpito profondamente la comunità della Val di Fiemme, dove era figura molto stimata grazie al suo impegno negli Schützen, l'associazione che perpetua le tradizioni e i valori della cultura tirolese. Il caso rappresenta un campanello d'allarme sui pericoli ancora presenti nell'ambiente naturale del Trentino, dove le zecche infette continuano a rappresentare un rischio sanitario significativo.