Un agente di polizia decorato e stimato della questura di Mecenate, Carmelo Cinturrino, si trova ora al centro di un'inchiesta che mette in discussione l'integrità delle forze dell'ordine milanesi. L'episodio critico si sarebbe consumato nel boschetto di Rogoredo, dove l'agente avrebbe esploso colpi mortali verso uno spacciatore in presenza di altri colleghi. Secondo quanto emerge dall'indagine, Cinturrino avrebbe successivamente organizzato una messinscena per far apparire l'accaduto come una legittima difesa o, nella migliore delle ipotesi, come un incidente durante un'operazione di polizia.
L'inchiesta disegna una geografia criminale ben precisa nella città meneghina. Il raggio d'azione dell'agente coinvolto spazia dal boschetto di Rogoredo, dove è avvenuto l'omicidio, fino alle case popolari di piazza Gabrio Rosa nel quartiere Corvetto, dove Cinturrino viveva con la compagna, fino al suo luogo di lavoro presso la questura di Mecenate. Questo triangolo geografico rappresenta l'ambito in cui si muoveva l'agente durante le sue attività, sia quelle ufficiali che quelle che avrebbero sconfinato nella criminalità.
Ciò che rende ancora più grave la situazione è che Cinturrino non era un elemento isolato. Secondo gli inquirenti, almeno altri sei colleghi della stessa questura sarebbero coinvolti in quella che viene descritta come un'organizzazione criminale strutturata all'interno dell'apparato di sicurezza. Le accuse specifiche riguardano il tentativo di prendere il controllo del mercato dello spaccio nel territorio milanese, trasformando la divisa in uno strumento di protezione criminale anzichè di legalità.
Il caso rappresenta uno scandalo che va oltre il singolo episodio di violenza. Rivela l'infiltrazione della criminalità comune all'interno di istituzioni che dovrebbero rappresentare la garanzia di ordine pubblico, sollevando interrogativi sulla corruzione sistemica e sui meccanismi di controllo interno alle forze di polizia. L'operato di Cinturrino, fino a questo momento considerato un agente esemplare e meritevole di riconoscimenti, si rivela invece come facciata di attività ben più oscure e destabilizzanti per la sicurezza cittadina.