Il vicepresidente del Senato Ignazio La Russa ha deciso di riproporre pubblicamente un intervento di Elly Schlein risalente a ottobre 2025, pronunciato durante il congresso del Partito dei Socialisti europei ad Amsterdam. All'epoca, pochi giorni dopo il ritrovamento di un ordigno esplosivo davanti all'abitazione del giornalista d'inchiesta Sigfrido Ranucci, la segretaria del Partito Democratico aveva utilizzato quell'episodio di violenza per lanciare un appello sulla tenuta democratica italiana. Nel suo intervento, Schlein aveva affermato che "la democrazia è a rischio" e che "la libertà di espressione è minacciata quando l'estrema destra governa il Paese", collegando direttamente l'attentato al clima politico generato dall'amministrazione di Giorgia Meloni.

Secondo la ricostruzione presentata da La Russa, le dichiarazioni della leader dem appaiono oggi in una luce completamente diversa alla luce di quanto emerge dalle indagini della procura. Gli elementi finora acquisiti suggerirebbero infatti che il mandante dell'attentato sarebbe Valter Lavitola, descritto come il migliore amico di Ranucci fino a poche settimane fa. Le motivazioni sottese all'atto di violenza, secondo gli inquirenti, sarebbero di natura personale: Lavitola starebbe operando per impedire l'ascesa politica di Ranucci all'interno del cosiddetto "campo largo", l'aggregazione dei partiti progressisti.

La Russa sottolinea come la scelta di Schlein di pronunciarsi in quella sede internazionale, pur nella comprensibile incertezza dei giorni immediatamente successivi all'attentato, risulti oggi particolarmente infelice. A ottobre 2025, quando la dinamica degli eventi restava ancora avvolta nel mistero, l'ipotesi di una matrice politica legata all'estremismo di destra appariva, secondo quanto ricostruito, estremamente remota. Nonostante ciò, la segretaria dem aveva deciso di caricare retoricamente il discorso, denunciando un presunto clima di odio e divisione alimentato dalla destra al governo, parlando di conseguenze che la sinistra "paga ogni giorno".

L'uso dell'episodio Ranucci come elemento centrale di una più ampia critica all'indirizzo dell'esecutivo, condotta da una sede comunitaria, rappresenterebbe quindi, secondo la ricostruzione di La Russa, una scelta comunicativa affrettata. La consapevolezza attuale dei veri contorni dell'accaduto renderebbe quelle affermazioni non solo imprecise, ma anche controproducenti rispetto all'immagine complessiva che l'Italia proietta all'estero. Il vicepresidente del Senato evidenzia come questo episodio rispecchi una tendenza più ampia: l'abitudine della sinistra italiana di ricorrere al "vittimismo" per costruire narrazioni politiche, una pratica che sarebbe stata ereditata da Schlein dai suoi predecessori alla guida del Pd.