La pausa per il Mondiale sta per terminare e la Serie A si ritrova alle prese con un mercato invernale che promette scintille. Tra i club più dinamici in questa sessione figurano il Milan, che ha investito circa 100 milioni di euro per assicurarsi Goncalo Ramos e Gila, e il Como, che ha blindato il talento di Nico Paz versando 60 milioni nelle casse del Real Madrid. L'allenatore Fabregas può contare su una rosa costruita con ambizioni europee, arricchita dagli arrivi di Milla a centrocampo, Kaiki sulla fascia e del giovane Liberali in attacco, dove ha prevalso sulla concorrenza milanista.

Ben diversa la situazione in casa Napoli e Juventus, dove il mercato rimane in stallo. I partenopei devono fare i conti con una rosa gonfia di 47 giocatori, di cui almeno 25 da piazzare, mentre hanno già investito 70 milioni per i riscatti di Alisson, Hojlund e Lucca. La dirigenza azzurra, alle prese con i problemi giudiziari del presidente De Laurentiis relativi alla bancarotta del Bari, affida il progetto al nuovo allenatore Massimiliano Allegri. Tra i candidati alla partenza figurano Lukaku, Anguissa e Milinkovic-Savic, mentre rimane nebulosa la posizione di De Bruyne. Anche la Vecchia Signora naviga in acque torbide, schiacciata dal peso dei fallimenti di mercato passati e dalla necessità di sfoltire un organico oneroso.

L'Inter campione d'Italia affronta uno scenario complicato nonostante la vittoria dello scudetto. La cessione di Dumfries, l'arrivo di Khalaili e Provedel, oltre al possibile rientro di Stankovic dal Bruges, non riescono a compensare i colpi sfumati come Palestra (finito al Chelsea) e Nico Paz. Il lavoro del direttore sportivo Ausilio si rivela tutt'altro che semplice. La Roma, guidata da Gian Piero Gasperini subentrante, insegue obiettivi ambiziosi: l'allenatore preme per due esterni offensivi, un vice Malen e un terzino sinistro. Le richieste del mercato rimangono però salate: 50 milioni per Moreira, 40 per Garnacho e Uzun, 30 per Tresoldi.

Fiorentina e Venezia si muovono con discreta attività, mentre la Lazio rimane paralizzata da una contestazione crescente della tifoseria organizzata, sempre più ostile al presidente Lotito. Nel complesso, il mercato di gennaio disegna un quadro in cui i club con maggiori risorse finanziarie dettano il ritmo, mentre chi ha commesso errori nelle sessioni precedenti rimane imbrigliato dai vincoli economici e dalla necessità di risanare bilanci compromessi.