Riccardo Cocciante è tornato a ripercorrere le tappe iniziali della sua straordinaria carriera durante la promozione del suo nuovo lavoro discografico. In occasione del tour estivo che lo vede impegnato nelle principali città italiane, l'artista ha deciso di condividere alcuni aneddoti mai rivelati prima, risalenti ai difficili anni Settanta quando ancora cercava di affermarsi nel mondo dello spettacolo italiano.
Nato nel Vietnam, Cocciante è arrivato a Roma all'età di undici anni, un momento che avrebbe segnato profondamente la sua traiettoria umana e artistica. In un'intervista, ha ricordato lo shock culturale di quella transizione: la capitale italiana gli apparve grigia e ostile rispetto alle dinamiche della sua terra natale, dove persino il gioco del calcio, sport sconosciuto nella sua infanzia, rappresentava un ulteriore elemento di estraniazione. La lingua francese parlata in famiglia cedette il passo all'italiano, che imparò principalmente guardando i programmi televisivi, soprattutto quelli musicali che lo affascinarono e gli permisero di scoprire il patrimonio della canzone italiana e napoletana.
La strada verso il successo non fu priva di ostacoli economici. Il padre lo avviò al mondo del lavoro ancora giovane, costringendolo a frequentare una scuola alberghiera prima di accettare incarichi stagionali in diverse strutture turistiche. Fu così che approda al prestigioso Hotel Savoia di Roma, una vera e propria vetrina dell'élite romana con personaggi di spicco della cultura e dello spettacolo. Tuttavia, quella che sembrava un'opportunità si trasformò in una delusione quando il direttore della struttura gli ordinò di tagliarsi i capelli lunghi, ritenuti incompatibili con l'immagine dell'albergo di lusso. La decisione rappresentò la fine del suo impiego presso la struttura.
Parallelo ai tentativi di affermarsi come musicista, Cocciante dovette affrontare anche le difficoltà del panorama discografico italiano. Il rapporto con la casa discografica RCA si rivelò particolarmente tormentato e controverso. Quando gli A&R della major lo ascoltarono e lo mettevano sotto contratto, la prospettiva sembrava promettente, ma il progetto naufragò al momento della stampa del disco: semplicemente glielo restitirono comunicandogli che non rappresentava più un interesse commerciale. Il suo primo album, intitolato Mu, uscì pertanto con l'etichetta Delta Italiana. Anni dopo, la RCA tornò a cercarlo per pubblicare il secondo lavoro, Poesia, ma l'esperienza si rivelò nuovamente problematica. Il produttore non cessava di criticare le sue scelte interpretative durante le sessioni di registrazione, prodigandosi in continui consigli non richiesti su come dovrebbe cantare. Lo scontro, alimentato dalla frustrazione accumulata, sfociò in una colluttazione durante la quale il musicista colpì il produttore con una sedia in testa.