La vicenda ruota attorno a consulenze del valore di circa 2 milioni di euro. Secondo gli accertamenti in corso da parte della Procura e della Guardia di Finanza, la società Engineering avrebbe affidato questi incarichi a Finalter, la medesima società di cui il primo cittadino meneghino risulta essere socio dal 2015 con una quota del 20%. Una partecipazione che, secondo quanto emerge, non sarebbe mai stata comunicata nella dichiarazione dei redditi come previsto dalla normativa. Il restante 80% della società appartiene a Cinque G, una holding controllata dalla moglie e dalla figlia di Pietro Galli, già amministratore in Atm e collaboratore di Sala durante l'Expo.
L'elemento che alimenta la polemica riguarda il fatto che Engineering nel corso degli anni ha ricevuto diverse commesse direttamente da Palazzo Marino, il municipio milanese. Per chiarire la sua posizione, Sala ha già accettato di presentarsi lunedì davanti all'aula del Consiglio comunale per fornire spiegazioni dettagliate sulla questione.
Intanto scoppia la battaglia politica in città. Il centrodestra milanese ha deciso di puntare i riflettori non tanto sulla posizione del sindaco quanto piuttosto sul comportamento della coalizione di governo. I capigruppo dell'opposizione - Alessandro Verri della Lega, Riccardo Truppo di Fratelli d'Italia, Luca Bernardo di Forza Italia, Mariangela Padalino di Noi Moderati e Manfredi Palmeri della Lista Civica - hanno firmato un comunicato congiunto in cui denunciano lo "strano silenzio" mantenuto dalla maggioranza. "Ci si aspettava almeno una parola di critica, di appoggio, di perplessità o di difesa da parte dei partner di governo di Sala", spiegano i consiglieri d'opposizione, sottolineando come invece non sia arrivato "nulla da nessuno".
Secondo l'opposizione, il vuoto comunicativo riguarderebbe tutti gli schieramenti della sinistra coalizzata, dal Partito Democratico ai Verdi, da Azione fino a Italia Viva, oltre ai Cinquestelle che punterebbero a governare il capoluogo lombardo nel cosiddetto "Campo Largo". "Stanno valutando quanto grave sia la situazione per decidere se prendere le distanze senza esserne travolti?", si chiede provocatoriamente il centrodestra, ipotizzando che la sinistra desideri prima conoscere quali società del territorio siano implicate nelle verifiche.
I capigruppo dell'opposizione precisano di non voler entrare nel merito tecnico delle indagini in corso, ma di concentrarsi esclusivamente sull'assenza di risposte politiche. "Su questo piano, è evidente che la sinistra abbia optato per il disinteresse totale", concludono, trasformando così una questione di trasparenza amministrativa in uno scontro sulla gestione politica della crisi.