Un'operazione militare israeliana ha centrato e ucciso Ali Larijani, una delle figure più influenti della Repubblica islamica iraniana. Larijani ricopriva il ruolo di segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale ed era considerato l'architetto della linea pragmatica del regime, nonché uno dei volti più riconoscibili della gerarchia di potere a Teheran.

Secondo quanto riportato da Iran International, la testata di informazione iraniana d'opposizione con sede a Londra, il raid avrebbe causato altre vittime illustri oltre allo stesso Larijani. Nel bombardamento sarebbero rimasti uccisi anche il figlio dell'alto funzionario e il suo vice, anche se al momento le fonti ufficiali iraniane non hanno confermato questi dettagli.

La morte di Larijani rappresenta un colpo significativo per la struttura di comando iraniana. Dopo l'assassinio della Guida Suprema Ali Khamenei, Larijani era emerso come l'uomo più potente all'interno dell'establishment iraniano, fungendo di fatto da leader della nazione. Il suo peso politico si estendeva su istituzioni cruciali, comprese la milizia Basij e il potente Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, organismi fondamentali per il mantenimento della stabilità interna.

L'eliminazione di una figura così centrale nella gerarchia del potere iraniano apre interrogativi sull'assetto interno della Repubblica islamica e sulla capacità dei vertici di mantenere il controllo in una fase di crisi. I dettagli completi dell'operazione e le conseguenze sulla struttura di comando iraniana rimangono ancora da chiarire, mentre Teheran valuta come rispondere a questo nuovo attacco israeliano.