Durante il festival letterario «Il libro possibile» a Polignano a Mare, Elisa Toffoli ha ripercorso l'evoluzione del suo impegno ambientale, spiegando come la creazione della Fondazione Lotus rappresenti un punto di svolta nella sua carriera artistica. La fondazione, nata un anno fa, riunisce sotto un unico progetto etico una serie di iniziative concrete volte a coniugare creatività e responsabilità ecologica, finora tenute troppo spesso separate nel mondo dello spettacolo.

Tra i progetti più significativi figurano l'utilizzo di biofuel per alimentare il concerto previsto a San Siro nel 2025, una scelta che ridurrà le emissioni del 70% rispetto al diesel tradizionale e che davanti a oltre 50 mila spettatori rappresenterà un modello replicabile nel tour successivo. Parallelo a questo impegno, la fondazione sta promuovendo la fitobonifica di un'area inquinata a Milano che diventerà uno spazio pubblico dedicato alla musica, oltre a sostenere progetti di arte murale che combinano la valorizzazione ambientale con il coinvolgimento di giovani in situazioni difficili. Non manca nemmeno il focus sull'agricoltura rigenerativa.

«Non posso più accettare uno scollamento tra il messaggio dei miei testi, che parla di connessione e spiritualità, e la realtà della nostra relazione con la natura», ha dichiarato Elisa dialogando con l'attivista Andrea Grieco durante l'evento. La musicista riconosce gli sforzi compiuti negli anni precedenti, come l'utilizzo di veicoli ibridi durante i tour e l'adozione di imballaggi plastic free, ma sottolinea come sia necessario fare un salto di qualità creando reti strutturate e decisioni più incisive.

La scelta di fondare un'istituzione è stata meditata a lungo: Elisa ha dovuto affrontare sia l'impegno organizzativo che il timore delle critiche, consapevole che il cosiddetto «greenwashing» viene spesso giudicato duramente. Tuttavia, ritiene che questo passo fosse imprescindibile. Nel suo intervento ha evidenziato un'asimmetria preoccupante: mentre i giovani dimostrano una consapevolezza ambientale crescente, la classe politica rimane indietro, ancora legata a modelli economici basati esclusivamente sul profitto piuttosto che sul benessere collettivo.

Il codice etico della Fondazione Lotus si propone di operare una trasformazione radicale, passando da un antropocentrismo distruttivo a un ecocentrismo che consideri gli esseri umani come parte integrante di un ecosistema complesso. Questo approccio, ha spiegato la fondatrice, non rappresenta un'adesione ideologica astratta, ma una metodologia concreta per generare risultati misurabili e duraturi nel territorio e nelle comunità coinvolte.