Tadej Pogacar non usa mezzi termini durante la conferenza stampa al Tour de France: il caldo rappresenta un problema strutturale che richiede soluzioni drastiche. Se avesse il potere di ridisegnare il calendario ciclistico internazionale, lo farebbe senza esitazioni, escludendo completamente le gare dalle zone torride durante i mesi estivi di luglio e agosto. Una posizione netta quella del corridore sloveno, che considera il tema climatico meritevole di un dibattito pubblico serio nel mondo dello sport.

Pogacar ha risposto a una specifica domanda sull'emergenza climatica, sottolineando come le misure finora proposte risultino insufficienti. Ha commentato la proposta avanzata di anticipare le partenze alle dieci del mattino, ritenendola poco efficace poiché i corridori si troverebbero comunque a pedalare nel momento più rovente della giornata. Secondo il leader della corsa, sarebbe necessario un cambio molto più radicale: partenze alle otto o addirittura alle nove di mattina, o persino prima, richiedendo ai ciclisti di svegliarsi intorno alle cinque. Pur riconoscendo che l'organismo umano possiede una notevole capacità di adattamento, Pogacar ritiene che il vero problema non sia l'orario di partenza, bensì la stagione scelta.

Malgrado le critiche al sistema, il corridore ha riconosciuto gli sforzi messi in campo dalla sua squadra per affrontare le condizioni termiche estreme. L'UAE Team Emirates ha dimostrato di possedere strumenti e protocolli sofisticati per gestire il calore, implementando tecniche avanzate di termoregolazione corporea. Lo stesso Pogacar si è dichiarato soddisfatto del lavoro svolto dal team per mantenere optimal le condizioni fisiche durante le tappe più impegnative. Tuttavia, la sua posizione rimane ferma: il vero cambiamento deve partire da scelte strategiche più ampie, non da aggiustamenti tattico-organizzativi.