Al convegno 'Voce al Caregiver' tenutosi presso il Senato della Repubblica il 17 marzo, Ilaria Cucchi ha lanciato un grido di denuncia sulla condizione di chi vive accanto a persone non autosufficienti. La senatrice di Alleanza Verdi Sinistra ha sottolineato come le testimonianze raccolte in aula rivelino una realtà frequentemente trascurata dal dibattito pubblico: quella di milioni di persone che dedicano interamente la propria esistenza all'assistenza quotidiana di familiari fragili.

Le parole della Cucchi, pronunciate con una voce visibilmente affaticata, hanno risuonato con particolare intensità quando ha riportato la confessione straziante di una caregiver: "Noi non sentiamo il nostro corpo". Un'affermazione che racchiude il sacrificio estremo di chi rinuncia ai propri bisogni personali, compreso il riposo notturno, per garantire assistenza continuativa ai propri cari. Si tratta di un impegno senza tregua che caratterizza ogni minuto della giornata e della notte di questi invisibili protagonisti del welfare domestico.

Secondo la parlamentare, il problema strutturale rimane l'assenza totale dello Stato dalle vite di questi cittadini. Là dove dovrebbero intervenire le istituzioni pubbliche con politiche di sostegno, servizi sanitari e reti di protezione sociale, sono invece gli stessi cittadini costretti a improvvisarsi come supplenti dello Stato. Un meccanismo perverso in cui le persone comuni colmano da sole i vuoti lasciati da una macchina amministrativa inadeguata.

Il convegno rappresenta uno dei pochi momenti in cui questa categoria trovaparlamento nazionale, un'occasione rara per portare all'attenzione dei decisori politici le istanze di chi rimane quotidianamente ai margini del dibattito pubblico. Le testimonianze raccolte delineano un quadro di sofferenza sistemica e abbandono istituzionale che richiede interventi urgenti e strutturali per garantire dignità e sostegno a chi dedica la propria vita all'assistenza.