Mentre Paulo Dybala prosegue la sua ripresa dagli infortuni con la Roma, la moglie Oriana Sabatini ha concesso la sua prima intervista televisiva alla stampa argentina da quando ha partorito. Durante la conversazione, l'attrice e cantante ha svelato retroscena affascinanti legati al nome della piccola Gia, un dettaglio custodito gelosamente fino al momento della nascita avvenuta presso l'ospedale Gemelli, coincidenza curiosa con il fischio finale della gara tra i giallorossi e i bianconeri. Sabatini ha raccontato di aver iniziato le contrazioni proprio durante lo svolgimento della partita nello stadio capitolino.
La scelta del nome affonda le radici in un legame emotivo profondo risalente all'adolescenza della futura madre. Oriana ha spiegato che a soli sedici anni rimase profondamente colpita dal film "Gia" del 1998, capolavoro interpretato da Angelina Jolie. Questo affascinamento cinematografico si trasformò in un sogno duraturo: desiderava ardentemente che una sua ipotetica figlia portasse questo nome. Per anni l'idea rimase custodita nel suo cuore, una promessa silenziosa fatta a se stessa molto prima di affrontare concretamente il cammino della maternità. È stata proprio questa consapevolezza personale, maturata nel tempo, a guidarla nel momento della decisione definitiva.
Tuttavia, il progetto iniziale di Sabatini non ha incontrato l'immediato entusiasmo del compagno. Molti osservatori avevano ipotizzato che la scelta ricadesse su Hermione, nome che avrebbe rispecchiato la nota passione della celebre fan di Harry Potter, tema peraltro centrale nelle celebrazioni del baby shower organizzato in precedenza. Dybala, invece, ha manifestato delle perplessità iniziali: "Paulo ha avuto dei dubbi e si è reso necessario un vero processo negoziale", ha dichiarato Oriana con candore, ammettendo di aver dovuto ricorrere al sostegno di alleati influenti per ottenere il consenso.
Per convincere l'attaccante giallorosso, Sabatini si è rivolta a figure di primo piano del panorama argentino: Claudia Villafañe, ex coniuge di Diego Armando Maradona, e Gianinna Maradona, figlia dell'indimenticabile Pelusa. Entrambe, ormai strettamente legate alla famiglia Dybala-Sabatini, hanno assunto il ruolo di mediatrici nella delicata trattativa. La Villafañe, inoltre, aveva già collaborato con la coppia in veste di wedding planner per celebrare le loro nozze. L'intervento delle due donne si è rivelato determinante nel processo decisionale.
In definitiva, la fermezza caratteriale di Oriana ha prevalso. "Sono stata molto esplicita nel comunicare che desideravo questo nome specifico e che non avrei mai accettato alternative", ha affermato con sicurezza. La sua determinazione, supportata dalla mediazione diplomática delle Maradona, ha avuto il sopravvento. Dybala ha ceduto alle ragioni sentimentali della moglie, permettendo alla piccola Gia di portare un nome carico di significato personale e cinematografico, un'eredità emotiva trasmessa dalla madre fin dalla tenera età.