La battaglia sulle decisioni arbitrali prosegue senza sosta nel nostro campionato. Ancora una volta, al termine di una giornata ricca di contestazioni, scattano le analisi ufficiali per fare chiarezza su quanto accaduto in campo. Questa volta sotto la lente finiscono soprattutto due episodi che hanno generato discussioni accese: quello che ha coinvolto l'Inter ad Atalanta e la situazione della Roma a Como.
Nel corso della trasmissione Open Var di Dazn, realizzata in collaborazione tra Figc, Aia e Lega Serie A, Dino Tommasi della Commissione Arbitri ha riconosciuto pubblicamente l'errore commesso sul contatto tra Scalvini e Frattesi. Secondo il componente della Can, si è trattato di un episodio da sanzionare con il calcio di rigore: l'interista anticipava il difensore bergamasco e rimaneva in grado di colpire il pallone quando subiva il fallo. Tommasi ha sottolineato come l'arbitro Manganiello potesse essere stato coperto dalla visuale, ma in questo caso il Var avrebbe dovuto intervenire con una revisione diretta sul campo, cosa che non è avvenuta.
Bien diversa la vicenda che ha riguardato Wesley e il rosso comminato da Massa in Como-Roma. Su questo punto, la Can ha confermato la correttezza della decisione arbitrale. Secondo le normative vigenti, il Var può intervenire sui secondi gialli solo in caso di scambio d'identità tra calciatori. Nel contatto specifico tra il ginocchio sinistro di Wesley e la gamba destra di Diao, non c'è stato errore d'identificazione. La richiesta della Roma al giudice sportivo di cancellare la squalifica del terzino non ha quindi trovato accoglimento.
Ma il tema della trasparenza arbitrale scalda gli animi anche ai vertici federali. Il presidente della Figc Gabriele Gravina ha lanciato un avvertimento sul format Open Var, criticando quella che definisce una possibile strumentalizzazione della ricerca di trasparenza. "Apriremo una riflessione con l'Aia su pro e contro di questo strumento per la prossima stagione", ha dichiarato Gravina, aggiungendo però che gli errori sono fisiologici e che due episodi in dieci partite rappresentano un dato "tollerabile". Il numero uno della Federazione ha però ammesso che il clima attorno alla gestione arbitrale del campionato è "insopportabile" e necessita di cambiamenti nel comportamento delle parti coinvolte.
Nel frattempo, il giudice sportivo ha confermato i provvedimenti disciplinari già noti: una giornata di squalifica sia per Cristian Chivu che per Maurizio Sarri, quest'ultimo già aveva protestato pubblicamente in conferenza stampa per la decisione subita. Il tema resta aperto e la prossima giornata di campionato potrebbe già generare nuove polemiche.