Una vera e propria emergenza umanitaria quella che caratterizza le carceri lombarde. A denunciarlo è Antigone nel suo ventiduesimo rapporto annuale, che colloca la regione al secondo posto in Italia per sovraffollamento penitenziario, subito dopo la Puglia. Nei diciotto istituti di pena lombardi sono attualmente ristrette oltre novemilacinquecento persone, con una media di occupazione che supera significativamente la capienza regolamentare del centocinquanta per cento. In alcuni penitenziari la situazione tocca punte ancora più critiche, raggiungendo persino il duecento per cento. Tra le strutture più critiche figurano i penitenziari di Brescia, San Vittore a Milano, Lodi, Varese e Busto Arsizio, nessuno dei quali riesce a contenere il numero di detenuti assegnati.
Proprio per sensibilizzare il paese su questa situazione critica, l'arcivescovo Mario Delpini ha deciso di visitare personalmente il carcere minorile Beccaria già oggi alle quattordici, con un giorno di anticipo rispetto alla giornata nazionale coordinata dalle associazioni Antigone e dall'Alleanza per l'articolo 27. La scelta dell'anticipazione risponde a motivi organizzativi dovuti a impegni istituzionali dell'arcivescovo per domani. Alla visita parteciperanno il segretario generale della Cgil di Milano, esponenti di Antigone, rappresentanti istituzionali locali e amministratori pubblici.
Domani la mobilitazione si amplifica significativamente: delegazioni provenienti da università, società civile e istituzioni visiteranno trentaquattro penitenziari distribuiti in ventinove città italiane. Nel milanese, le visite coinvolgeranno gli istituti di Opera, San Vittore e Bollate, coordinate da organizzazioni quali Cgil, Caritas, Cnca e l'Ordine degli psicologi lombardi. Tra i partecipanti figurerà anche Don Luigi Ciotti, personalità di spicco nel panorama dell'impegno civile nazionale.
La presidente di Antigone Valeria Verdolini ha sottolineato come il sovraffollamento superiore al centocinquanta per cento renda le condizioni di detenzione fisicamente insostenibili. A questa situazione strutturale si aggiungono i disagi legati alle ondate di calore estivo, che trasformano gli istituti penitenziari in ambienti ancora più afflittivi. Nessuna struttura lombarda riesce a rispettare gli standard di capienza: una situazione che costringe le amministrazioni a fronteggiare una vera e propria emergenza sociale, politica e umana.
La mobilitazione odierna e di domani rappresenta un tentativo delle organizzazioni della società civile di contrastare l'isolamento dei penitenziari dalla comunità esterna e di riportare il dibattito sulla questione carceraria al centro dell'attenzione pubblica. Le visite saranno inoltre oggetto di discussione nella serata di domani durante la celebrazione degli ottanta anni dell'Anpi presso il Castello Sforzesco.