La ripartenza della Nazionale italiana prende le mosse da una figura simbolica e competente: Paolo Maldini. Il presidente della Figc Giovanni Malagò ha individuato nella leggenda rossonera il pilastro su cui edificare il rilancio del calcio italiano, affidandogli un incarico quadriennale al compenso di circa un milione di euro. Al suo fianco, Leonardo, ex dirigente del Milan, che svolgerà il ruolo di consulente personale con identiche condizioni contrattuali. "Sono due volti della medesima medaglia", ha dichiarato Malagò, sottolineando la comunione di intenti e la visione calcistica condivisa dai due ex rossoneri.
La scelta di Maldini non è casuale. L'ex capitano del Milan porta con sé un bagaglio esperienziale rilevante: durante la sua gestione dell'area tecnica milanista, ha seguito da vicino il settore giovanile del club, curando lo sviluppo di calciatori in ascesa. Inoltre, la sua esperienza di padre – ha accompagnato i percorsi di Christian, oggi procuratore sportivo, e Daniel, difensore dell'Atalanta – lo ha reso intimamente consapevole delle dinamiche che caratterizzano la formazione dei giovani talenti in Italia. Questa conoscenza sarà determinante nella definizione della strategia che Figc intende perseguire.
Per quanto riguarda la designazione del nuovo allenatore della Nazionale, il processo non seguirà i canali tradizionali scanditi dai rumors mediatici. Maldini avrà piena autonomia decisionale, una prerogativa che ha già reclamato pubblicamente e che Malagò ha assicurato di rispettare. Questo ha dilatato significativamente il ventaglio dei candidati in discussione. Ai nomi di Roberto Mancini e Antonio Conte – entrambi liberi da impegni e teoricamente disponibili, sebbene fra Mancini e Maldini non ci fosse particolare sintonia durante i tempi del Milan – si aggiungono scenari più articolati.
Tra le ipotesi più suggestive circola quella di Pep Guardiola, che tuttavia appare del tutto remota dal punto di vista economico, dato l'abissale differenza tra le pretese dello stratega spagnolo e il budget della federazione. Più concrete, invece, le possibilità che vedono coinvolti Stefano Pioli e Andrea Pirlo. Pioli vanta un legame profondo con Maldini: insieme hanno conquistato lo scudetto rossonero, con un rapporto lavorativo solido e franco, anche se incrinato quando il tecnico ha optato successivamente per il modulo difensivo a tre. La traccia che conduce a Pirlo emerge dalla considerazione che lo stesso Maldini, prima di essere estromesso da Cardinale, aveva contemplato l'idea di rimpiazzare Pioli proprio con l'ex centrocampista bianconero.
La comunicazione ufficiale della scelta del commissario tecnico non avverrà prima della chiusura della prossima settimana, una tempistica che conferma l'impegno di Malagò e Maldini a procedere con rigore metodologico, smentendo così i rumors secondo cui sarebbero stati già avviati sondaggi preliminari con i candidati. Si tratta di una ricerca ponderata, finalizzata a identificare la figura capace di traghettare il movimento calcistico italiano verso una nuova stagione di competitività internazionale.