La musica italiana piange la scomparsa di Peppino di Capri, uno dei più grandi interpreti della tradizione canora partenopea. A ricordare l'impatto indelebile che l'artista ha lasciato in chi ha avuto la fortuna di ascoltarlo è Edoardo Bennato, il quale ha concesso un'intervista toccante al quotidiano napoletano, ripercorrendo i momenti che lo legano indissolubilmente al maestro.
Secondo il racconto di Bennato, il primo incontro con la musica di Peppino di Capri avvenne nei locali del circolo aziendale dell'Italsider a Bagnoli, allora cuore pulsante dell'industria siderurgica partenopea. Il giovane Edo vi si recava frequentemente al seguito del padre, che lavorava presso lo stabilimento, mentre lui trascorreva il tempo praticando canottaggio e sport con gli altri ragazzi della comunità operaia. Ma fu il jukebox del circolo a rappresentare una vera e propria rivelazione artistica per il futuro musicista.
«Quando scoprii quella voce, capii cosa fosse il paradiso», ha dichiarato Bennato con emozione, descrivendo le melodie di Peppino di Capri come voci celestiali che emergevano dall'apparecchio. Quella scoperta, avvenuta durante gli anni dell'infanzia, ha rappresentato un momento fondamentale nella formazione sensibile e artistica di chi sarebbe diventato uno dei cantautori più importanti della scena italiana contemporanea.
La figura di Peppino di Capri continua a permeare la cultura napoletana anche attraverso iniziative che ne preservano l'eredità: il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis aveva infatti annunciato il ritorno dell'inno del club scritto dallo stesso di Capri per la prossima stagione calcistica, testimonianza dell'immortalità artistica di un maestro che ha segnato generazioni di musicisti e appassionati.