Gabriele Gravina e la sua squadra dirigenziale sono pronti a iniziare i colloqui per individuare il prossimo commissario tecnico della Nazionale italiana. Secondo quanto trapela dagli ambienti della Federcalcio, l'annuncio della nomina dovrebbe arrivare entro i prossimi sette giorni, un tempistica decisamente più rapida rispetto ai venti giorni impiegati per comunicare la composizione dello staff tecnico attuale. Prima di procedere, il presidente della Figc intende condividere la scelta con il direttore tecnico, come ribadito in più occasioni.

Roberto Mancini rimane il nome più quotato per succedere alla guida tecnica della squadra. Il tecnico romano parte da una posizione di vantaggio, non solo per la stima manifestata dalla dirigenza federale, ma soprattutto perché il gruppo squadra lo desiderava e lo ha esplicitamente richiesto dopo l'esperienza di Luciano Spalletti. Sebbene l'abbandono del 2023 rappresenti un capitolo delicato della sua storia con la Nazionale, Mancini ha dimostrato consapevolezza dell'errore commesso e manifestato il desiderio di riscattarsi. Con il Mondiale 2026 alle porte, il tecnico vede questa come un'opportunità decisiva per completare la propria carriera e dimostrare che la maglia azzurra rimane centrale nei suoi progetti.

La situazione appare ancora più favorevole per Mancini se si considera il profilo cercato dalla Figc: un allenatore esperto, vincente e internazionalmente riconosciuto. Antonio Conte, altro nome circolato con insistenza, sembra aver perso posizioni, probabilmente per ragioni che vanno oltre la questione economica. Stefano Pioli, che ha lavorato con Paolo Maldini al Milan, possiede una buona relazione con il direttore tecnico, ma manca dell'esperienza internazionale ritenuta essenziale dalla governance federale. Ipotesi come quella di Pep Guardiola rimangono puramente teoriche.

Mancini incarna il profilo ideale per il rilancio della Nazionale: è un visionario come lo stesso Gravina, possiede la capacità di valorizzare i giovani talenti e coltiva l'ambizione di vincere il prossimo Mondiale, non semplicemente di parteciparvi. Conosce intimamente il centro di Coverciano e comprende le dinamiche dell'ambiente nazionale. L'elemento decisivo a suo favore rimane però il messaggio proveniente dallo spogliatoio: la squadra lo vuole e ha esplicitamente chiesto il suo ritorno. Un segnale che non può essere ignorato nella valutazione finale. Nel frattempo, il lavoro svolto da Gattuso e Buffon negli ultimi otto mesi ha contribuito a ricostruire il senso di appartenenza e a restituire dignità a una maglia che necessitava di cure immediate.