Gli americani non sono più una bussola politica affidabile per gli italiani. È quanto emerge da un'indagine condotta da Only Numbers e illustrata oggi dalla nota sondaggista Alessandra Ghisleri sulle pagine di La Stampa. I numeri parlano chiaro e raccontano di un'Italia che ha radicalmente riconsiderato il rapporto con la Casa Bianca durante la presidenza Trump. Il dato più significativo riguarda la percezione personale del magnate newyorchese: il 71,8% degli intervistati lo descrive come «un ignobile bullo da quattro soldi». Una valutazione severa che taglia trasversalmente l'elettorato italiano.

La frattura con Trump si è ulteriormente approfondita in seguito al messaggio social con cui il presidente statunitense ha condiviso una foto della premier italiana Giorgia Meloni accompagnata dalla scritta «Restraining Order Needed» (in italiano, «Ordinanza restrittiva necessaria»). Un'uscita che ha suscitato indignazione diffusa: quasi sei italiani su dieci giudicano il post come «grave e offensivo». Ma il significato attribuito al gesto è ancora più rilevante dal punto di vista diplomatico. Secondo il 61,6% del campione, non si è trattato di un semplice attacco personale alla presidente del Consiglio, bensì di un'offesa rivolta all'Italia nel suo complesso. La soglia critica viene superata persino tra gli elettori della Lega, il partito tradizionalmente più atlantista: quattro militanti su dieci rifiutano l'etichetta di «bullo» attribuita a Trump, mentre oltre sei su dieci definiscono comunque inaccettabile il post contro Meloni.

Il fronte del centrodestra mostra una compattezza ancora maggiore nei confronti dell'operato della propria leader. Sia tra gli elettori di Fratelli d'Italia che tra quelli di Forza Italia, le percentuali di chi condanna il comportamento del presidente americano raggiungono livelli ancora superiori. Meloni ha scelto di non replicare direttamente all'attacco trumpiano, una decisione che ha raccolto l'approvazione della stragrande maggioranza degli italiani: il 66,5% condivide pienamente la sua linea di silenzio dignitoso.

L'indagine segna una linea di demarcazione importante nella percezione dell'alleanza transatlantica da parte dell'opinione pubblica italiana. Per decenni, l'amicizia con gli Stati Uniti è stata considerata un valore praticamente indiscutibile nel dibattito politico nazionale. Oggi quel presupposto non regge più automaticamente. Il prestigio della presidenza americana, secondo il sondaggio, non è più un asset garantito per definizione, ma deve essere conquistato attraverso il comportamento concreto. A Washington l'insegnamento è chiaro: rispetto reciproco e riguardo nei confronti degli alleati sono diventati i veri parametri di valutazione, almeno agli occhi di chi vive nel nostro paese.