Una decisione che smembra il gruppo dei sei ultrà della Sebastiani Basket di Rieti, accusati dell'agguato mortale al pullman della squadra di Pistoia dello scorso ottobre. Il collegio del Riesame ha accolto le istanze presentate dalle difese disponendo per cinque dei sei indagati il trasferimento ai domiciliari con monitoraggio elettronico nelle prossime ore. Diversa la sorte per Kevin Pellecchia, il 21enne che gli inquirenti ritengono sia stato il materiale esecutore del lancio del sasso che ha ucciso Raffaele Marianella, autista del mezzo. Poiché la sua difesa, rappresentata dall'avvocato Andrea Vella, non ha presentato ricorso davanti al Riesame, il giovane continuerà a scontare la carcerazione.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe stato proprio Pellecchia a scagliare la pietra dalla strada durante l'assalto al pullman. Il gip aveva sottolineato che il sasso in suo possesso coincideva per caratteristiche morfologiche con quello rinvenuto e catalogato all'interno del veicolo. Una circostanza che l'imputato non ha però formalmente ammesso durante gli interrogatori, secondo quanto precisato dal suo legale. Gli altri cinque destinatari della misura cautelare sono Manuel Fortuna, Alessandro Barberini, Giuseppe Aguzzi (figura storica della curva nord reatina), Luigi Vagni, Francesco Pastorelli, Matteo De Santis e Flavio Perotti.

I primi tre erano stati fermati dalla Polizia immediatamente dopo l'episodio di sangue. Gli altri cinque avevano ricevuto un'ordinanza di custodia cautelare il 26 giugno scorso, quando il pm Lorenzo Francia aveva formalizzato l'accusa aggiuntiva di tentato omicidio ai danni dell'autista che guidava il pullman. Tutti gli indagati rimangono accusati di omicidio aggravato in concorso per la morte di Marianella e tentato omicidio aggravato per l'altro conducente del mezzo.

La Procura di Rieti, che ha coordinato le indagini attraverso la Squadra Mobile e la Digos locali, si prepara ora a formulare la richiesta di rinvio a giudizio per l'intero gruppo di imputati. L'accusa rimane invariata e mantiene la sua configurazione originaria nonostante la rideterminazione delle misure cautelare personali. Il processo rappresenterà un momento cruciale per chiarire ulteriormente le responsabilità individuali e la dinamica esatta dei fatti accaduti quel 19 ottobre 2025.