Una vicenda di intolleranza politica e discriminazione ha scosso le aule del Parlamento europeo. A metà giugno, al termine di una votazione finalizzata ad incrementare le espulsioni in tutta l'Unione europea, diversi esponenti dell'estrema destra hanno intonato slogan dal chiaro intento xenofobo, con urla di "Remigrateli" rivolte ai colleghi schierati diversamente. La scena ha suscitato immediate reazioni, tra cui l'intervento della deputata svedese di origine irachena Abir Al-Sahlani, che ha qualificato l'accaduto come un "punto basso" raggiunto dai "fascisti dell'estrema destra" e ha manifestato il disagio provato per l'atmosfera di insicurezza instauratasi nell'istituzione.

I toni della controversia si sono ulteriormente inaspriti quando il dibattito si è trasferito sui social network. In risposta a un video pubblicato da Al-Sahlani, l'eurodeputato finlandese Sebastian Tynkkynen ha postato un commento sprezzante, mentre Kristoffer Storm, appartenente al partito dei Democratici danesi, ha scritto una frase che invitava la collega a "tornare a casa", allusione dalle evidenti connotazioni discriminatorie. Questi interventi hanno innescato una cascata di messaggi ostili nei confronti della parlamentare, degenerando in minacce di morte e violenza sessuale diffuse attraverso la rete.

Di fronte a questa escalation di odio, Al-Sahlani ha deciso di ricorrere alle autorità. Mercoledì ha formalmente denunciato Storm presso le competenti autorità danesi, contestandogli il ricorso a espressioni a sfondo razzista e finalizzate a fomentare l'odio verso la sua persona. La denuncia è stata circoscritta al solo deputato danese poiché le forze di polizia svedesi hanno ritenuto di non possedere gli strumenti procedurali adeguati per gestire il contributo pubblicato da Tynkkynen sulla piattaforma digitale. Entrambi gli accusati hanno categoricamente respinto le imputazioni nei loro confronti.

Al-Sahlani, intervistata poco dopo essere diventata bersaglio della campagna online, ha espresso con chiarezza il suo malessere rispetto all'accaduto, dichiarando di provare contemporaneamente delusione e tristezza. In particolare, ha rivolto un'osservazione critica verso la qualità del dibattito politico europeo e ha manifestato perplessità rispetto al comportamento dei colleghi, sottolineando come gli insulti provenissero da persone che condividono con lei lo stesso luogo di lavoro istituzionale.

La solidarietà verso Al-Sahlani è stata espressa dalla presidente del gruppo Renew, Valerie Hayer, che ha inoltrato una comunicazione ufficiale alla presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, richiedendo l'adozione di misure disciplinari nei confronti sia di Storm che di Tynkkynen. La vicenda rappresenta un episodio emblematico delle tensioni ideologiche che caratterizzano l'attuale composizione dell'assise europea e della persistenza di atteggiamenti discriminatori negli spazi istituzionali.