Il caso che ha scosso il Trentino riporta l'attenzione su una minaccia sottovalutata ma concreta: la TBE, sigla che identifica l'encefalite da zecca, una patologia virale in grado di colpire il sistema nervoso centrale con conseguenze anche fatali. Gianna Sommavilla, una donna di 76 anni residente in provincia di Trento, ha perso la vita circa quattro settimane dopo essere stata morsa da un parassita infetto. La sua storia tragica si aggiunge alle testimonianze di altre vittime: Stefano Corti, inviato del programma televisivo Le Iene, ha condiviso sui social network il racconto della sua esperienza con la stessa malattia, descrivendo il ricovero d'urgenza e i sintomi debilitanti che l'hanno colpito.

Secondo il professor Matteo Bassetti, infettivologo di rilievo nazionale, la TBE rappresenta una seria minaccia nelle zone settentrionali italiane dove le zecche portatrici del virus trovano condizioni ideali per proliferare. Il nord-est del Paese, in particolare il Trentino-Alto Adige, il Friuli-Venezia Giulia e il Veneto—con la provincia di Belluno tra le più colpite—registra il maggior numero di casi. Il contagio avviene tramite il morso di zecche infette, ma anche consumando latte crudo non sottoposto a pastorizzazione proveniente da animali contaminati. La malattia si manifesta con febbre elevata, dolori articolari e, nei casi più gravi, con complicazioni neurologiche.

Per ridurre significativamente il rischio di infezione, Bassetti consiglia l'adozione di tre strategie complementari. La prima riguarda la vaccinazione: esiste un vaccino efficace e viene caldamente raccomandato a chi vive o trascorre molto tempo nelle aree a rischio epidemiologico. La seconda misura preventiva coinvolge l'abbigliamento: indumenti di colore chiaro facilitano l'individuazione tempestiva delle zecche sulla pelle, mentre pantaloni lunghi, scarpe chiuse e cappello rappresentano barriere fisiche efficaci durante le escursioni in aree boschive. Infine, l'applicazione di repellenti specifici contenenti Deet o altri principi attivi consigliati da esperti contribuisce a tenere lontani questi parassiti.

Nel malaugurato caso in cui una zecca riesca a mordervi, la procedura di rimozione riveste un'importanza cruciale. Bassetti sottolinea la necessità di agire con estrema cautela: servendosi di una pinzetta, è fondamentale afferrare il parassita il più vicino possibile alla cute e tirarlo verso l'alto con un movimento dolce e continuo, evitando strappi secchi che potrebbero frantumare il corpo dell'insetto e rilasciare ulteriormente l'agente patogeno. Subito dopo l'estrazione, la zona deve essere disinfettata accuratamente. Qualsiasi puntura sospetta o la comparsa successiva di sintomi quali febbre o malessere generale rappresenta motivo sufficiente per contattare immediatamente il medico curante o recarsi al pronto soccorso.