Torna protagonista della scena culturale romagnola il Balamondo World Music Festival, la manifestazione che trasforma le piazze in piste da ballo a cielo aperto. L'edizione 2026 prenderà il via mercoledì 15 luglio a Misano Adriatico con Mirko Casadei e la sua Retromarching Band, portando avanti una tradizione musicale che ha radici profonde nel territorio. La kermesse proseguirà fino al 12 settembre toccando diverse località in Romagna, a San Marino e a Pesaro.
Il programma promette un carrozzone di artisti di spessore. Sul palco si avviceranno ospiti di prestigio come Piotta, i Neri per Caso, Marco Ligabue, la cantante Sarah Jane Morris ed Elio e le Storie Tese. Ogni tappa avrà una sua identità musicale particolare, con questi musicisti chiamati a dialogare con la tradizione del liscio che da sempre caratterizza l'evento.
Mirko Casadei, che ha ereditato il testimone dal padre Raoul, considerato il massimo esponente di questo genere, spiega il fascino perenne del ballo popolare. "Il liscio possiede un'energia che sa far muovere persone di ogni continente" racconta l'artista, sottolineando come questa musica abbia una natura festosa e solare, capace di unire generazioni diverse intorno a una passione comune. È proprio questo potenziale inclusivo a rappresentare il cuore pulsante di Balamondo.
Secondo la tradizione consolidata della rassegna, ogni serata si concluderà con un momento speciale: gli ospiti salteranno sul palco insieme alla POPular Folk Orchestra per una celebrazione corale dei brani immortali del repertorio romagnolo. Dalle note di Romagna Mia a Ciao Mare, passando per Romagna e Sangiovese e la Mazurka di Periferia, il pubblico sarà invitato a ballare al fianco di musicisti di caratura internazionale come in passato hanno fatto Paolo Fresu, Richard Galliano, Marc Ribot e Goran Bregovic.
Per Casadei l'obiettivo rimane quello di trasformare le piazze in momenti di condivisione autentica. "Riunire persone di tutte le età in uno spazio pubblico rappresenta il vero successo di questa iniziativa" afferma, aggiungendo una considerazione più ampia: "In un periodo come il nostro, che la musica riesca ancora a farci stare insieme come in un grande calore collettivo è qualcosa che non dobbiamo dare per scontato".