Ettore Messina, leggenda della panchina dell'Olimpia Milano, apre uno spiraglio verso una possibile avventura nel basket universitario americano. In un'intervista esclusiva al portale specializzato Basketballncaa.com, l'ex allenatore ha chiarito la natura delle sondaggi provenienti dai college statunitensi, precisando che non si tratta di proposte per assumere il ruolo di head coach, bensì di incarichi consultenziali di supporto tecnico. 'Sinceramente potrebbe essere una cosa molto interessante e mi piacerebbe farlo', ha dichiarato Messina, esprimendo un cauto ottimismo verso questa possibile direzione professionale.

Sul piano decisionale, Messina ha preferito non affrettarsi. 'Non mi sono ancora chiarito completamente le idee', ha ammesso il dirigente milanista, consapevole di quanto sia delicata la scelta. Pur riconoscendo che potrebbe sembrare eccessivamente meditabondo nel prendere decisioni, ha ribadito l'importanza di prendersi il tempo necessario per compiere la scelta più azzeccata possibile per il suo futuro professionale.

La possibilità di allenare al college rappresenterebbe comunque un'occasione che Messina valuta con rispetto e interesse. 'È una bellissima opportunità', ha affermato, tuttavia con un velo di nostalgia: avrebbe probabilmente dovuto intraprendere questo percorso diversi anni fa. Nonostante ciò, l'esperienza in ambito universitario americano rimane affascinante anche a questo stadio della sua carriera.

Messina ha anche riflettuto sul fenomeno crescente di giovani talenti italiani che scelgono di trasferirsi nei college americani. Citando esempi come Quinn Ellis e Luigi Suigo, che hanno lasciato Milano per approdare negli atenei statunitensi, ha sottolineato come le offerte economiche messe sul piatto dalle università abbiano raggiunto livelli impensabili fino a pochi anni fa. Questo ha generato un esodo che ha portato oltre trenta giovani italiani a competere nella Ncaa nella prossima stagione. 'Vanno a vivere un'esperienza di vita straordinaria oltre che a giocare a pallacanestro', ha osservato senza giudizio negativo.

Anzi, Messina vede in questa migrazione giovanile un aspetto positivo per il sistema italiano. 'Sinceramente non ci vedo nulla di male, anzi', ha concluso con pragmatismo. Secondo la sua visione, se l'Italia intende preservare la regola delle quote nazionali (sei giocatori italiani nell'elenco dei dodici convocati per ogni squadra professionistica), dovrà necessariamente contare sulla formazione che questi ragazzi ricevono in America. Un'ammissione che sottolinea come il vivaio giovanile italiano ormai non possa prescindere dall'esperienza oltreoceano.