La sospensione delle repliche estive di Report ha innescato una reazione inaspettata sui social network. La redazione del programma condotto da Daniele Ranucci ha lanciato domenica 12 luglio un'iniziativa per contrastare quello che definisce "il vuoto lasciato dalla censura aziendale". Attraverso un comunicato stampa, i giornalisti hanno invitato il pubblico a collegarsi su RaiPlay all'orario in cui la trasmissione sarebbe dovuta andare in onda in televisione, per visualizzare l'inchiesta bloccata dalla direzione della Rai. L'appello includeva anche una richiesta di condivisione sui social network con l'hashtag #giulemanidareport, trasformando i sostenitori del programma in amplificatori del messaggio di protesta.
I numeri diffusi da Ranucci attraverso una dichiarazione sul suo profilo Facebook testimoniano il successo della mobilitazione. Il post sulla sospensione delle repliche ha raggiunto oltre 2,6 milioni di persone solo su Facebook, con particolare penetrazione tra gli utenti più giovani: il 37% dei visualizzatori ha un'età compresa tra 18 e 35 anni. Ancora più significativo il dato relativo al coinvolgimento della fascia under 30, che rappresenta oltre il 30% delle interazioni sul post dedicato alla denuncia presentata da Fratelli d'Italia contro il conduttore. Questi numeri suggeriscono una mobilitazione generazionale attorno alla questione della libertà editoriale.
L'elemento più rilevante emerge dalla performance della piattaforma streaming RaiPlay, che per la prima volta nella sua storia ha raggiunto la vetta dei trending topic nazionali grazie all'iniziativa. L'hashtag #giulemanidareport ha anch'esso conquistato una posizione di rilievo nelle conversazioni online, segnalando una coordinazione spontanea del pubblico intorno al tema. Ranucci ha commentato ironicamente questi risultati con un post intitolato "I numeri della presunta solitudine di Report", alludendo alle critiche ricevute sulla scarsa popolarità della trasmissione.
La redazione ha inquadrato l'accaduto all'interno di una narrazione di resistenza giornalistica. Nel loro comunicato, i professionisti di Report hanno ricordato i precedenti attacchi subiti, riferendosi a un "attentato" avvenuto in passato, per sottolineare che la sospensione rappresenta un nuovo capitolo di pressioni sulla trasmissione. Il messaggio concludeva affermando che "Report è un patrimonio di tutti" e che "la memoria delle inchieste non si sospende per decreto aziendale", rivendicando l'importanza del supporto del pubblico in momenti di criticità.
Al di là della controversia sulla sospensione, Ranucci ha sfruttato la visibilità guadagnata per promuovere altri progetti personali. Ha annunciato il tutto esaurito per il suo appuntamento dal titolo #DiarioDiUnTrapezista in programma il 20 luglio a Viterbo, collegando simbolicamente la mobilitazione intorno al programma televisivo al suo impegno culturale più ampio. L'episodio evidenzia come le piattaforme digitali possano trasformare una restrizione editoriale tradizionale in un'opportunità di visibilità amplificata, invertendo l'effetto perseguito da chi ha deciso la sospensione.