Tornato in Uruguay dopo decenni trascorsi in Italia, Pablo Atchugarry ha realizzato quella che definisce la sua opera più ambiziosa: uno spazio dove l'arte contemporanea, la scultura e la biodiversità convivono in perfetta armonia. Quello che potrebbe sembrare un semplice museo è in realtà un ecosistema artistico complesso e in continua trasformazione, fondato con l'intento di testimoniare l'importanza culturale dell'arte nel suo territorio d'origine.
Nato a Montevideo nel 1954, Atchugarry aveva abbandonato l'Uruguay nel 1977 per trasferirsi in Italia, dove ha trascorso anni cruciali a Lecco, sul Lago di Como, costruendo una consolidata carriera di scultore. Fu proprio durante gli anni Duemila che maturò l'idea di restituire qualcosa al suo paese attraverso un progetto colossale: la creazione di una fondazione accompagnata da un parco di quaranta ettari dove natura e creatività potessero dialogare costantemente.
L'ambizione di Atchugarry si è concretizzata attraverso l'invito rivolto a numerosi artisti, molti dei quali suoi colleghi italiani, a contribuire al progetto con le loro opere. Tra i nomi coinvolti figurano personalità di rilievo come Paolo Minoli, Bruno Munari e Mauro Staccioli, professionisti che l'artista aveva approfondito durante la sua permanenza nel Belpaese e che hanno accettato di portare il loro talento nel contesto uruguayano.
Nel 2022 il progetto ha raggiunto una nuova dimensione con l'apertura del Museo de Arte Contemporáneo Atchugarry (MACA), consolidando la visione originaria di una realtà che trascende le convenzioni museali tradizionali. La Fondazione Atchugarry rappresenta oggi un riferimento internazionale per la qualità delle iniziative artistiche e culturali che promuove, distinguendosi sulla scena mondiale grazie a una metodologia che integra ricerca, sperimentazione e sostenibilità ambientale.
Per Atchugarry questo non è semplicemente un museo o una galleria, bensì l'incarnazione tangibile di una visione che affonda le radici nella convinzione che l'arte possa e debba fungere da catalizzatore di comunità e consapevolezza collettiva. La Fondazione continua a evolversi, rispondendo a nuove esigenze e opportunità creative, mantenendo sempre al centro del progetto quella fusione armonica tra espressione artistica, paesaggio naturale e coinvolgimento sociale che ne caratterizza l'identità più profonda.