Il deputato Luciano Nobili di Italia Viva torna sulla spinosa questione che coinvolge Sigfrido Ranucci e la trasmissione Report. In un'intervista rilasciata il 13 luglio 2026, Nobili affronta il tema dell'attentato subito dal noto giornalista lo scorso ottobre, quando una bomba mise in pericolo l'incolumità sua e della sua famiglia. "Ho testimoniato immediatamente la mia solidarietà a Ranucci", afferma il parlamentare, "perché gli attentati non sono questioni su cui ironizzare."

Tuttavia, Nobili esprime profonda perplessità dinanzi alle indagini in corso. Le investigazioni suggeriscono infatti che Antonio Lavitola potrebbe essere il mandante dell'attentato. La questione che emerge è ancora più intricata: Lavitola era una persona molto vicina a Ranucci e ha fornito a lungo materiale per le inchieste di Report. "Come è stato possibile?" si chiede Nobili. "E ancor più inquietante: perché Ranucci continua a difendere strenuamente colui che avrebbe tentato di togliergli la vita?"

Sulla decisione della Rai di sospendere le repliche di Report in via cautelativa, il deputato renziano mantiene una posizione cauta, dichiarando di non conoscere le motivazioni precise. Tuttavia, sottolinea l'importanza che la magistratura faccia completamente luce sulla vicenda, sia per chiarire i fatti che per tutelare lo stesso Ranucci. Nobili ribadisce che i professionisti che lavorano in Report meritano protezione, indipendentemente da divergenze sulla linea editoriale della trasmissione.

Nobili non nasconde le sue critiche pregresse verso il metodo giornalistico di Report, ricordando scontri passati sulla modalità investigativa della trasmissione. Ha subito in prima persona accuse e una rappresentazione negativa per semplici interrogazioni parlamentari, mentre nel circolo dei collaboratori di Ranucci figuravano personaggi controversi. "Forse il servizio pubblico avrebbe bisogno di maggiore equilibrio", osserva il deputato.

Nonostante le frizioni storiche tra Italia Viva e Report, Nobili sostiene che chiarire rapidamente la vicenda Lavitola sia nell'interesse di tutti. Difendere la credibilità della trasmissione e dell'azienda pubblica passa necessariamente per una piena illuminazione dei fatti. Solo così sarà possibile stabilire l'equilibrio corretto tra le esigenze aziendali, la protezione dei dipendenti e la libertà editoriale che una trasmissione d'inchiesta deve preservare.