Ha ufficialmente preso il via la lavorazione di 'Dove non mi hai portata', il nuovo progetto del regista Daniele Luchetti che porterà sullo schermo il romanzo di Maria Grazia Calandrone, opera che lo scorso anno ha sfiorato il prestigioso Premio Strega. Le riprese si articoleranno su più location: dalla capitale alla Lombardia, passando per l'Abruzzo fino al Friuli Venezia Giulia, un percorso geografico che rispecchia il viaggio narrativo della storia.
Il cast è di assoluto rilievo, con Tecla Insolia e Margherita Buy nei ruoli principali, affiancate da un ensemble di primo piano composto da Alessandro Preziosi, Marcello Fonte, Nicola Rignanese, Sara Ciocca, Chiara Bersani e Francesca De Sapio. La sceneggiatura è stata sviluppata da Luchetti insieme a Laura Paolucci e Francesco Piccolo, mentre alla direzione della fotografia figura Ivan Casalgrandi. Il team tecnico comprende anche i nomi del montatore Aël Dallier Vega, dello scenografo Mauro Vanzati e del costumista Massimo Cantini Parrini.
La produzione è stata affidata a Fandango, con Domenico Procacci e Laura Paolucci nei panni di produttori, in collaborazione con Vision Distribution e la società spagnola BTeam Prods. La distribuzione italiana sarà gestita da Vision Distribution, mentre quella internazionale coinvolgerà sia Vision che Fandango Sales, con esclusiva francese affidata a quest'ultima. Il progetto ha ottenuto il sostegno del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell'audiovisivo del Ministero della Cultura.
La trama affonda le radici in un evento reale: Roma, 1965. Una neonata viene abbandonata a Villa Borghese, gesto che scuote l'opinione pubblica dell'epoca. Quella bambina cresce e diventa Maria Grazia, una scrittrice mosso dalla necessità di scoprire chi è davvero. Il suo percorso diventa una ricerca affascinante sulla figura di Lucia, la madre biologica che sfida i confini di una società rigida per inseguire l'amore autentico e la libertà personale.
Attraverso frammenti di ricordi, omertà familiari e verità nascoste, il film esplora il significato profondo della maternità e il bisogno universale di connettersi con le proprie origini. Un'indagine intimista sul senso di appartenenza e sulla capacità dei legami di sangue di definire, oppure no, l'identità di una persona. L'adattamento promette di essere una riflessione delicata e complessa su temi che toccano la sfera più personale dell'esperienza umana.