Gli Stati Uniti intendono mobilitare la comunità internazionale contro quello che definiscono come il terrorismo degli Antifa. Il segretario di Stato Marco Rubio ha lanciato un'ambiziosa iniziativa diplomatica che prevede un summit a Washington per il 16 luglio, al quale parteciperanno rappresentanti di oltre sessanta nazioni. L'elenco degli invitati comprende numerosi paesi europei, nazioni latino americane e partner asiatici come India, Singapore e Indonesia. L'obiettivo dichiarato è creare una strategia coordinata per affrontare quella che l'amministrazione americana descrive come una "rinascita del terrorismo transnazionale di sinistra radicale".
Secondo una nota diffusa dal portavoce del Dipartimento di Stato Tommy Pigott, gli anarchici e gli estremisti violenti legati al movimento Antifa hanno perpetrato per decenni una campagna di attacchi, violenze e sommosse nel territorio statunitense e in Occidente. Insieme a Rubio, uno dei principali promotori dell'iniziativa è Thomas Di Nanno, sottosegretario di Stato per il controllo degli armamenti e la sicurezza internazionale, scelto lo scorso marzo per coordinare l'organizzazione del vertice.
Il governo italiano sta valutando di mandare il sottosegretario all'Interno Nicola Molteni, scelta motivata dal fatto che la questione riguarda direttamente la sicurezza interna e la prevenzione del terrorismo. Tuttavia, diversi governi hanno scelto di declinare l'invito o di inviare funzionari di rango inferiore ai ministri, preferendo mantenersi al margine di un'iniziativa potenzialmente controversa.
La sfida principale nell'affrontare il fenomeno Antifa risiede nella sua natura frammentata e decentralizzata. Non si tratta di un'organizzazione gerarchica tradizionale, ma piuttosto di un insieme di simboli e principi adottati da gruppi disparati: dai movimenti pro Palestina alle organizzazioni paramilitari strutturate come Askatasuna, fino a qualsiasi formazione di estrema sinistra violenta. La bandiera rossa e nera utilizzata come simbolo comune riunisce realtà molto diverse tra loro, rendendo difficile un approccio coordinato dal punto di vista operativo.
L'amministrazione americana inquadra questa minaccia come una vecchia piaga dalle radici storiche profonde, ma che negli ultimi anni ha assunto dimensioni internazionali. Il Dipartimento di Stato intende trasformare il summit di Washington in un momento di convergenza diplomatica per definire strategie comuni di contrasto, anche se la natura decentrata e fluida del movimento Antifa rappresenta un ostacolo significativo a qualsiasi coordinamento globale efficace.