La stagione che sta per iniziare si presenta in salita per il Bologna di Domenico Tedesco. La squadra rossoblu lascerà oggi l'Italia per raggiungere il ritiro di Valles, ma lo farà con una rosa ancora incompleta e diverse caselle vuote da riempire. Alle spalle c'è un mercato praticamente fermo, mentre davanti si aprono scenari incerti che preoccupano l'ambiente. L'assenza dalle competizioni europee dopo due anni esaltanti ha rappresentato un colpo pesante per i tifosi, ma ancor più per i bilanci della società.
La situazione economica della proprietà americana ha imposto scelte drastiche. Joey Saputo ha trasmesso ai suoi collaboratori un diktat chiaro: il mercato in entrata dovrà essere alimentato esclusivamente dalle cessioni, senza investimenti netti aggiuntivi, con la necessità inoltre di generare avanzi per sanare i conti. Un approccio che contrasta nettamente con la strategia delle squadre rivali, già strutturalmente più forti e ora ancora più rafforzate. In questo contesto di austerità, il Bologna dovrà rimaneggiare reparto difensivo e centrocampo. Jhon Lucumi è destinato a partire nelle prossime settimane, mentre Remo Freuler ha già lasciato il club. La società conta di coprire la perdita dello svizzero nel medio termine, ma per il colombiano la soluzione passarebbe attraverso l'impiego di Helland, Heggem, Vitik e Casale. Una scelta che comporta rischi concreti, considerati i rendimenti altalenanti dimostrati soprattutto dal centrale ceco e dall'ex giocatore della Lazio.
Il vero spauracchio, però, arriva dal mercato in uscita con i big player nel mirino. Tra agosto e l'inizio del nuovo anno calcistico, è lecito attendersi assalti ai gioielli della Casa: Castro, Rowe e Cambiaghi rappresentano asset di mercato che farebbe comodo a top club europei. La capacità contrattuale di Saputo di rifiutare offerte sostanziose è praticamente nulla. Il presidente statunitense non ha mai voltato le spalle a proposte economicamente interessanti, anzi. Di conseguenza, il Bologna si ritrova nella posizione di chi non sceglie ma viene scelto: quando arriverà la richiesta giusta accompagnata dalla cifra giusta, la società non avrà i mezzi per opporsi. È il contraltare della mancanza di risorse in entrata: i proventi dalle vendite diventano necessari per assicurare i rinforzi minimi indispensabili al progetto tecnico.