L'Unione europea ha lanciato una nuova piattaforma dedicata alla ricostruzione dei Territori palestinesi. Si chiama "Team Gaza Initiative" ed è stata presentata a Bruxelles durante la seconda assemblea del Palestine Donor Group. L'obiettivo dichiarato è mettere ordine negli aiuti internazionali, ripristinare i servizi pubblici essenziali e avviare i cantieri per la ricostruzione della regione devastata.
L'iniziativa conta su un finanziamento complessivo di 883,6 milioni di euro per le prime fasi d'intervento. Al progetto partecipano tredici governi nazionali – tra cui Roma – insieme alla Banca europea per gli investimenti e alla Banca mondiale. Hanno già aderito Italia, Spagna, Danimarca, Regno Unito, Germania, Norvegia, Finlandia, Paesi Bassi, Francia, Giappone, Svizzera, Svezia e Belgio. Australia e Canada hanno già manifestato il loro interesse a entrare nella coalizione. Parallelamente, sono stati annunciati ulteriori 41,7 milioni di euro destinati direttamente all'Autorità palestinese, con la condizione che prosegua nei programmi di riforma amministrativa.
L'assemblea è stata co-presieduta da Dubravka Šuica, Commissaria europea per il Mediterraneo, e da Mohammad Mustafa, Primo Ministro dell'Amministrazione palestinese. Secondo le spiegazioni fornite da Bruxelles, la piattaforma servirà a evitare duplicazioni negli investimenti e a concentrare le risorse sulle priorità più urgenti per i civili. Gli interventi riguarderanno in particolare gli impianti idrici e igienici, lo smaltimento dei detriti e dei rifiuti, la riattivazione dei servizi sanitari, dei sistemi energetici e della filiera agroalimentare.
Il programma si basa sulla valutazione dei danni e dei fabbisogni realizzata nell'aprile 2026 da una partnership tra l'Ue, le Nazioni Unite e la Banca mondiale. Kaja Kallas, Alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri, ha sottolineato che "l'Europa rimane il partner più affidabile e il donatore principale per il popolo palestinese, oltre a essere il sostenitore più convinto della prospettiva di una soluzione a due Stati". Ha tuttavia aggiunto una condizione importante: l'Autorità palestinese deve continuare a investire nelle riforme istituzionali e nel rafforzamento della capacità amministrativa locale, affinché Gaza possa beneficiare pienamente degli aiuti internazionali e costruire fondamenta stabili per la ripresa.