Le elezioni generali spagnole del prossimo anno si giocheranno con le carte ancora tutte da scoprire. A distanza di poco più di dodici mesi dal voto, il governo di Pedro Sanchez dovrà fare i conti con un'incognita demografica senza precedenti: la "Ley de nietos", la normativa che consente ai discendenti degli emigrati e degli esiliati spagnoli di acquisire la cittadinanza, ha già prodotto risultati notevoli. Secondo i dati del ministro della Politica territoriale e della Memoria democratica Ángel Victor Torres, oltre 300mila persone hanno già ottenuto il passaporto iberico, mentre quasi 600mila altri hanno visto riconosciuto il diritto di accedere alla cittadinanza. Questo significa che quando gli spagnoli andranno alle urne nell'estate del 2027, il corpo elettorale avrà registrato un aumento di approssimativamente mezzo milione di voti potenziali.
La questione però divide la politica peninsulare. Il Partito Popolare, attraverso il suo leader Alberto Nunez Feijoo, ha accusato il governo di ricorrere a quella che chiama "ingegneria elettorale", suggerendo che l'esecutivo socialista stia accelerando i processi di naturalizzazione per guadagnare voti. Un'accusa che Torres ha respinto con forza. Il ministro ha sottolineato che non esiste alcuna accelerazione rispetto ai precedenti governi, ricordando come anche Felipe González e José María Aznar avessero modificato le normative sulla cittadinanza in passato. "Il procedimento richiede anni per completarsi, come accadde già con la Legge sulla Memoria Storica", ha precisato Torres in un'intervista al quotidiano El País.
Ma la vera incognita rimane un'altra: verso quale schieramento politico confluiranno i voti di questi nuovi elettori? La domanda, apparentemente semplice, non ha una risposta. Torres stesso ha ammesso l'impossibilità di fare previsioni attendibili. "Ogni persona sceglierà liberamente quale forza politica supportare", ha dichiarato, riconoscendo implicitamente che si tratta di una variabile completamente incontrollabile per qualsiasi strategia elettorale. I nuovi cittadini spagnoli provengono per lo più dall'America Latina e dalle comunità storiche di emigrati, con profili sociodemografici molto variegati e orientamenti politici difficili da standardizzare.
Intanto, Sanchez si prepara alla sua ricandidatura nonostante le turbolenze che hanno investito il governo. La moglie Begoña Gomez è stata rinviata a giudizio, con tanto di obbligo di firma e ritiro del passaporto, mentre le inchieste su presunte irregolarità nel partito socialista continuano a tenere banco sulla stampa spagnola. In questo contesto di incertezza giudiziaria e instabilità politica, l'arrivo di mezzo milione di potenziali elettori rappresenta sia un'opportunità che un fattore di assoluta imprevedibilità per tutti i candidati in lizza, proprio perché nessuno può davvero anticipare come questi nuovi cittadini esprimeranno le loro preferenze alle urne.