Cambiano ancora le regole per gli aspiranti medici. Il Ministro dell'Università Anna Maria Bernini ha firmato il decreto che regolamenterà l'anno accademico 2026/2027 per il corso di Medicina, confermando il modello del semestre aperto ma introducendo una serie di modifiche pensate per agevolare gli studenti. Le principali novità riguardano sia l'organizzazione didattica che le modalità di valutazione finale.
La struttura di accesso rimane quella sperimentata negli ultimi anni: non esistono blocchi numerici rigidi all'iscrizione, ma gli studenti devono superare quattro esami propedeutici - Fisica, Chimica, Propedeutica Biochimica e Biologia - per poter proseguire. Le lezioni inizieranno il 1° settembre e dovranno concludersi almeno dieci giorni prima della prima sessione d'esame, fissata al 10 dicembre. I voti verranno comunicati il 23 dicembre, mentre il secondo appello è calendarizzato per l'11 gennaio con risultati attesi il 20 gennaio. Rispetto agli anni precedenti, il periodo dedicato alla didattica è stato prolungato, permettendo agli studenti di avere più tempo per assimilare i contenuti prima della valutazione.
Per quanto concerne le prove scritte, la struttura rimane invariata con 31 quesiti totali: dieci domande a completamento e ventuno a risposta multipla, che consentono di raggiungere il massimo di trenta punti e lode. Il sistema di punteggio prevede un punto per ogni risposta corretta, una penalizzazione di 0,1 punti per le risposte sbagliate, mentre le domande lasciate in bianco non assegnano punteggio. Le modifiche più significative però riguardano i tempi a disposizione: i candidati avranno a disposizione 50 minuti anziché 45, un incremento di cinque minuti che rappresenta una risposta alle richieste degli studenti di avere più margine temporale per riflettere. Inoltre, le pause tra una prova e l'altra sono state raddoppiate, passando da 15 a 30 minuti, permettendo ai candidati di recuperare meglio tra una sessione di esami e l'altra.
Queste modifiche rappresentano il risultato di un confronto costruttivo tra il ministero e le rappresentanze studentesche, volto a trovare un equilibrio tra il rigore della selezione e l'esigenza concreta di chi affronta una sfida accademica impegnativa come quella medica. L'implementazione di questi cambiamenti mira a garantire condizioni di valutazione più eque e a ridurre lo stress legato alle tempistiche troppo serrate.