Un'ondata di calore eccezionale sta per investire l'Italia, portando con sé rischi significativi per la salute della popolazione. Secondo il bollettino diffuso dal ministero della Salute, il picco della situazione si registrerà mercoledì 15 luglio, quando ben sette città saranno contrassegnate dal bollino rosso, il massimo livello di allerta. Firenze e Perugia sono già in condizioni critiche da lunedì 13 luglio e resteranno in allerta fino a mercoledì, mentre Bologna, Brescia, Frosinone, Roma e Torino raggiungeranno il livello rosso a metà settimana.
Accanto alle sette città con bollino rosso, altre nove centri urbani presenteranno condizioni meteorologiche potenzialmente pericolose per la salute, soprattutto tra i soggetti più vulnerabili. Cagliari, Campobasso, Latina, Milano, Pescara, Rieti, Trieste, Verona e Viterbo saranno contrassegnate dal bollino arancione. Ulteriori undici città - tra cui Napoli, Roma, Palermo e Genova - registreranno il bollino giallo. Il monitoraggio è affidato al Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio nell'ambito del Piano nazionale di prevenzione degli effetti del caldo, coordinato dal ministero e attivo in 27 città italiane.
Fabio Ciciliano, capo della Protezione civile, ha voluto chiarire alcuni aspetti legati alle conseguenze del caldo anomalo. Pur confermando l'aumento delle temperature, Ciciliano ha sottolineato che questo non corrisponde necessariamente a un incremento complessivo degli incendi boschivi, anche se gli eventi più gravi - come i roghi che stanno devastando il Piemonte con circa 700mila alberi distrutti - attirano un'attenzione mediatica considerevole. La campagna antincendio boschivo sarà operativa dal 15 giugno al 15 ottobre con una disponibilità maggiore di mezzi aerei.
Secondo Ciciliano, la vera strategia di contrasto passa attraverso la prevenzione strutturale e la manutenzione corretta del territorio, non attraverso interventi durante le emergenze già in corso. «La gestione degli incendi si costruisce con lavori di preparazione e cura del paesaggio», ha evidenziato il responsabile della Protezione civile, rimarcando come gli incrementi termici rappresentino una sfida complessa che richiede interventi di lungo periodo piuttosto che reazioni emergenziali.