La decisione del giudice per le indagini preliminari mantiene in carcere il 39enne accusato della morte della moglie avvenuta a Loreto. Sebbene il magistrato non abbia convalidato il fermo iniziale, ha comunque ordinato la custodia cautelare ritenendo fondate le esigenze cautelari nei confronti dell'indagato. L'uomo rimane quindi dietro le sbarre in attesa degli sviluppi dell'inchiesta.

Sul piano delle imputazioni, il gip ha ritenuto configurabile il reato di omicidio volontario aggravato, mantenendo così la qualificazione legale già contestata nei primi atti dell'indagine. Tuttavia, ha ritenuto insufficienti gli elementi per estendere l'accusa ad altre fattispecie di reato, negando in particolare il riconoscimento della circostanza aggravante del femminicidio.

Questa decisione riflette una valutazione ristretta dei presupposti normativi per l'aggravante legata al genere della vittima. Secondo il gip, sulla base degli elementi attuali acquisiti nel fascicolo, non sussisterebbero ancora le condizioni per qualificare il delitto come commesso per motivi di genere o odio nei confronti della vittima in quanto donna. La determinazione definitiva su questo aspetto rimane dunque aperta agli ulteriori sviluppi investigativi e alle conclusioni della fase processuale.

L'inchiesta proseguirà con l'acquisizione di ulteriori prove e testimonianze, che potranno eventualmente portare a una rivalutazione delle accuse formulate contro l'indagato. Nel frattempo, il 39enne continuerà a scontare la misura cautelare in carcere, in attesa che la magistratura inquirente completi le investigazioni e che il procedimento avanzi nei suoi passaggi successivi verso l'eventuale rinvio a giudizio.