L'Andalusia si ritrova a affrontare una paradossale contraddizione politica proprio mentre il fuoco devasta il territorio. Nei giorni scorsi, il Partido Popular e Vox hanno sottoscritto un accordo di governo destinato a durare quattro anni, articolato su 150 provvedimenti che puntano esplicitamente a demolire le politiche ambientali regionali. Al centro dell'intesa c'è il rifiuto categorico dell'Agenda 2030 dell'Onu e di quello che entrambi i partiti definiscono come «agende ideologiche di natura ecologica». La mossa è stata formalizzata nonostante la comunità scientifica da anni avverta che il riscaldamento globale amplifica frequenza, intensità e comportamento estremamente distruttivo degli incendi boschivi.
La tempistica della notizia risulta ancora più problematica considerando la catastrofe che ha colpito Los Gallardos, un comune nella provincia di Almería. L'incendio divampato in quella zona si è trasformato in poche ore nel rogo più letale registrato in Andalusia durante questo secolo. Il bilancio provvisorio parla di dodici vittime confermate, otto persone ferite di cui quattro in condizioni critiche, circa venti dispersi e seicento evacuati. L'Andalusia, ricordiamo, è una delle aree europee più vulnerabili agli effetti della crisi climatica, caratterizzata da sempre maggiore frequenza di incendi boschivi che risultano progressivamente più difficili da contenere e caratterizzati da un potenziale distruttivo crescente.
Il contrasto con la posizione precedente è stridente. Prima di doversi affidare al supporto parlamentare di Vox per ottenere la governabilità, il presidente della Giunta autonoma Juanma Moreno aveva pubblicamente riconosciuto che la comunità andalusa fosse «particolarmente esposta alle minacce derivanti dal cambiamento climatico». La necessità di politiche climatiche era stata considerata imprescindibile in una regione così fragile. Tuttavia, la dipendenza dai voti dell'estrema destra ha radicalmente modificato questa posizione.
Un ulteriore elemento aggrava il quadro: il sindacato Comisiones Obreras aveva segnalato all'inizio della stagione estiva, classificata come ad altissimo rischio, una carenza critica di personale dedicato alla prevenzione e alla lotta agli incendi. In diverse zone nevralgiche, oltre il quaranta percento dei turni di servizio risultava scoperto. Mentre l'amministrazione ha cercato di giustificare il ridimensionamento dell'organico adducendo pensionamenti e limitazioni al turnover, le organizzazioni sindacali denunciano una mancanza di pianificazione strategica che indebolisce un sistema già sottodimensionato rispetto alle campagne antincendio sempre più lunghe e pericolose che caratterizzano l'estate contemporanea.
La comunità scientifica internazionale continua a documentare come il riscaldamento globale sia responsabile dell'aumento diretto di frequenza, intensità e comportamenti estremi degli incendi boschivi, ma una parte significativa della destra spagnola persiste nel mettere in discussione queste evidenze scientifiche. L'accordo tra PP e Vox rappresenta quindi una scelta politica consapevole di privilegiare una narrazione che contesta le misure ambientali, proprio mentre la regione affronta una delle sue tragedie più devastanti degli ultimi decenni.