Ha preso avvio questa mattina in Corte d'Assise alla Spezia il processo nei confronti di Zouhair Atif, giovane di 19 anni, ritenuto responsabile della morte di Abanoub Youssef, coetaneo egiziano e compagno di classe, deceduto il 16 gennaio in seguito a una coltellata inferta all'interno della scuola tecnica Einaudi-Chiodo spezzina.
L'accusa, rappresentata dal pubblico ministero Giacomo Gustavino, contesta all'imputato il reato di omicidio in forma aggravata. La procura aveva già richiesto il rinvio a giudizio immediato, considerando gli elementi di prova sufficienti a sostenere l'azione penale innanzi ai giudici della Corte.
L'imputato, assistito dall'avvocato difensore Enzo Frediani, ha reso la propria versione dei fatti nel corso dell'udienza odierna. Secondo la sua ricostruzione, Atif avrebbe acquistato il coltello utilizzato nel delitto presso un esercizio commerciale del centro cittadino nella medesima mattina in cui si è verificato l'omicidio.
I familiari della vittima hanno formalizzato la loro costituzione come parti civili nel procedimento, dunque seguiranno attentamente lo sviluppo del dibattimento e potranno richiedere il risarcimento dei danni subiti. Il processo rappresenta un momento cruciale per chiarire le dinamiche di quanto accaduto all'interno dell'edificio scolastico e per determinare le responsabilità penali dell'imputato.
La comunità spezzina rimane scossa da un episodio di violenza che ha strappato la vita a un giovane studente e che continua a sollecitare riflessioni sui temi della sicurezza negli ambienti scolastici e della prevenzione dei comportamenti aggressivi tra adolescenti.