Alessandro Di Battista è tornato sotto i riflettori con una presenza sempre più massiccia nei media, nelle manifestazioni pubbliche e sui social network. Una ricomparsa graduale ma decisa quella della storica figura del Movimento 5 Stelle, che negli ultimi mesi si è fatto notare in particolare attraverso i banchetti organizzati in occasione del referendum contro i finanziamenti pubblici all'editoria, un'iniziativa promossa dall'associazione Schierarsi di cui è vicepresidente.
Di fronte a questa ritrovata visibilità, Giuseppe Conte ha scelto la strada della minimizzazione pubblica: "Lo stimo, ha la mia considerazione, non sarà mai un nemico per me", ha dichiarato il leader pentastellato. Tuttavia, dietro questa cortesia ufficiale trapela una certa inquietudine. Il fondatore del Movimento, che nel 2023 ha contribuito a dar vita proprio a Schierarsi insieme al web developer Luca Di Giuseppe (che ne ricopre la presidenza), non nasconde più l'idea di presentarsi alle prossime elezioni politiche del 2027. La decisione definitiva sulla creazione di una nuova forza politica dovrebbe arrivare in autunno.
Ciò che preoccupa davvero il Movimento è la possibilità che Di Battista replichi, dalla parte opposta dello schieramento, il copione seguito da Roberto Vannacci. L'ex generale della Lega, fino a febbraio vicesegretario del Carroccio, ha fondato Futuro Nazionale raccogliendo consensi sorprendenti: attualmente accreditato del 6,2%, ha già superato la Lega stessa nei sondaggi. Di Battista potrebbe fare altrettanto estraendo dal magma dell'astensionismo di sinistra un'area politica composita ma consistente: movimentismo filo-palestinese, contrarietà all'invio di armamenti all'Ucraina, ambientalismo rigoroso, critica ai finanziamenti pubblici ai giornali e una più generale ostilità verso l'establishment.
Di Battista possiede gli strumenti per diventare il volto riconoscibile di questa nebulosa di proteste e visioni alternative. La sua capacità di comunicazione rimane intatta, perfettamente calibrata su temi radicali, e opera in uno spazio dove altre personalità carismatiche come la relatrice dell'Onu Francesca Albanese (che però ha smentito ipotesi di candidatura) potrebbero rappresentare possibili alleanze. Se uno spazio politico esiste e qualcuno sa dargli un volto, le dinamiche elettorali possono trasformarsi con rapidità sorprendente.