Il deputato di Fratelli d'Italia Riccardo De Corato esce vincitore dalla battaglia legale intrapresa tre anni fa dall'architetto e attivista palestinese Mohammad Hannoun. La procura della Repubblica presso il tribunale di Roma ha deciso di chiedere l'archiviazione della querela, stabilendo che le parole pronunciate dal parlamentare non costituiscono diffamazione e quindi "il fatto non sussiste".

Tutto nasce da un comunicato stampa del luglio 2023, quando De Corato aveva pubblicamente qualificato Hannoun come "acclarato finanziatore di Hamas" e lo aveva accusato di guidare un'associazione che "solo apparentemente" si dedica all'aiuto dei palestinesi. Le dichiarazioni erano scaturite dalla partecipazione di Hannoun a una conferenza stampa alla Camera dei Deputati, dove era stato invitato dalla deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari. De Corato, ricoprendo il ruolo di capogruppo di Fratelli d'Italia nella Commissione parlamentare antimafia, aveva contestato pubblicamente questa presenza, ritenendola inopportuna alla luce di quanto "letto su organi di stampa" riguardanti i rapporti dell'architetto con organizzazioni estremiste.

Durante una conferenza stampa tenuta presso lo studio legale dell'avvocato Piero Porciani, De Corato ha espresso sorpresa nel scoprire la querela solamente al momento della comunicazione della richiesta di archiviazione, ben tre anni dopo i fatti. Ha sottolineato come le sue dichiarazioni rientrassero nell'esercizio delle funzioni parlamentari e come si fossero basate su articoli pubblicati da testate giornalistiche di riconosciuta autorevolezza. Ha inoltre evidenziato che, data la qualità di parlamentare, sarebbe stato tecnicamente necessario un'autorizzazione a procedere per eventuali azioni legali.

Hannoun, nel frattempo, si trova in carcere dal 27 dicembre 2025, quando è stato arrestato con l'accusa di finanziamento del terrorismo. La procura ha ritenuto che gli scritti di De Corato trovassero fondamento su fonti pubbliche documentate e non rappresentassero quindi un'alterazione della realtà dei fatti, bensì una valutazione basata su informazioni disponibili nel dibattito pubblico.

L'esito della vicenda rappresenta una conferma della correttezza delle affermazioni fatte dal parlamentare e un'assoluzione dalle accuse mosse da Hannoun, il quale aveva probabilmente inteso utilizzare lo strumento giudiziario per delegittimare le critiche ricevute. Con questa decisione, la procura riconosce implicitamente come le preoccupazioni espresse da De Corato circa la partecipazione di Hannoun ai lavori parlamentari fossero fondate su elementi concreti e non su mere speculazioni.