La possibilità di condividere la giornata lavorativa con il proprio animale domestico sta diventando un elemento sempre più decisivo nella scelta del datore di lavoro. Emerge chiaramente dal Pet-Friendly Advantage Workplace Report 2026, uno studio commissionato dal gruppo Mars e realizzato da Censuswide coinvolgendo oltre 16mila lavoratori distribuiti in 16 paesi europei. I dati evidenziano come più di uno su due valuterebbe seriamente un trasferimento professionale se la nuova realtà aziendale permettesse di portare con sé cani, gatti e altri animali da compagnia.
Dall'indagine emerge che il tema raccoglie entusiasmo trasversale: l'81% dei rispondenti ritiene infatti che gli animali negli spazi lavorativi favoriscano un clima più sereno e disteso. Negli ultimi anni, diverse aziende europee hanno sperimentato questo approccio con risultati sorprendenti in termini di benessere organizzativo e riduzione dello stress. Particolarmente interessato a questa pratica è il segmento più giovane della forza lavoro: tra i 25 e i 34 anni, il 62% dichiara che una politica pet-friendly influenzerebbe la propria scelta occupazionale. Non sorprende che tra chi possiede già un animale, la percentuale sale al 65%.
A livello geografico, Romania e Grecia guidano la classifica con il 65% e il 64% rispettivamente di lavoratori disposti a cambiare azienda per questo motivo. Seguono Svizzera con il 64%, Ungheria al 63% e Svezia al 60%. L'Italia si posiziona al 54%, leggermente sotto la media europea ma comunque davanti a Regno Unito, Francia, Spagna, Belgio, Paesi Bassi e Danimarca. Una ricerca parallela sui mercati del lavoro globali colloca il Regno Unito in testa con il 64% delle offerte di lavoro che segnalano uffici aperti ai cani, seguito da Germania (45%), Stati Uniti (42%) e Australia (32%). Per quanto riguarda l'Italia, i dati specifici non sono stati ancora raccolti.
La situazione normativa nel nostro paese rimane però frammentaria. Non esiste infatti una legge nazionale che garantisca ai dipendenti il diritto di portare animali domestici in ufficio. L'accesso resta completamente discrezionale: ogni azienda stabilisce autonomamente se adottare una politica pet-friendly o meno. Questo lascia aperto uno spazio per le aziende italiane che desiderino differenziarsi e attirare talenti attraverso questo innovativo benefit.
Gli effetti positivi della convivenza animali-ufficio vanno oltre il semplice piacere personale. Studi basati su casi aziendali reali hanno documentato una percezione generalizzata di minore stress tra i dipendenti e una migliore qualità della comunicazione interna. Questi dati suggeriscono che le politiche pet-friendly potrebbero rappresentare un investimento concreto nel benessere organizzativo, non solo una concessione ricreativa.