Tilman Fertitta, ambasciatore degli Stati Uniti in Italia designato da Donald Trump, sta compiendo un viaggio spettacolare lungo le coste della penisola. A bordo del suo lussuosissimo yacht "Boardwalk", una nave di 117 metri, l'uomo d'affari con un patrimonio personale stimato in 11 miliardi di dollari sta celebrando il 250esimo anniversario dell'indipendenza americana e l'80esimo della Repubblica italiana. Finora ha toccato sette regioni tra cui Lazio, Campania, Calabria, Sicilia e Puglia, con l'intenzione di raggiungere complessivamente tredici aree del territorio nazionale.
Ciò che ha sollevato polemiche, però, non è il viaggio stesso bensì l'imponente apparato di sicurezza che lo accompagna. Secondo quanto riportato, le autorità italiane hanno disposto una sorveglianza costante costituita da unità navali della Guardia di finanza e delle Capitanerie di porto, supportate da elicotteri e personale delle forze di polizia. Si tratta dunque di un dispositivo di protezione su larga scala, non di una semplice assistenza logistica. Le ordinanze delle Questure territoriali hanno inoltre assegnato al diplomatico una misura di protezione di primo livello, affidata a personale specializzato del Reparto scorte di Roma.
A sollevare il problema è stato Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi Sinistra e co-portavoce nazionale di Europa Verde. "L'Italia non dovrebbe trasformarsi nella scorta gratuita di un mega yacht privato appartenente a un rappresentante estero", ha dichiarato l'esponente dell'opposizione, annunciando un'interrogazione parlamentare. Bonelli ha criticato duramente l'utilizzo di risorse pubbliche per proteggere il viaggio privato di Fertitta, sottolineando come tale pratica rappresenti uno spreco di denaro pubblico e una sottrazione di mezzi dal controllo effettivo del territorio nazionale.
Le domande poste da Bonelli sono incalzanti: perché la sicurezza di un ambasciatore americano durante una navigazione privata deve essere garantita da mezzi aerei e navali del nostro paese? Non sarebbero più appropriate le strutture di protezione statunitensi? Quanti operatori e quali equipaggiamenti vengono distolti dalle loro funzioni ordinarie di controllo costiero? E soprattutto, quale costo complessivo grava sulle casse dello Stato italiano e quindi sui cittadini contribuenti? Al momento il governo non ha fornito dettagli sul numero di personale impiegato, sui mezzi utilizzati e sulla spesa sostenuta.