Greta Thunberg ha partecipato questa mattina a una manifestazione di protesta organizzata davanti agli uffici di Rheinmetall a Berlino, in Pariser Platz. L'azione, coordinata dal gruppo 'Peacefully against Genocide', ha coinvolto una quarantina di attivisti che si sono incollati al pavimento per opporsi alla produzione e all'esportazione di armamenti destinati al Medio Oriente. La nota attivista svedese ha condiviso un video sui social media mostrando il suo coinvolgimento diretto nella protesta insieme ad altri otto manifestanti.

Durante l'azione, Thunberg ha ribadito il messaggio della manifestazione: "Abbiamo il dovere di porre fine alla nostra complicità nel genocidio e nelle stragi di massa. Questo è ciò che facciamo oggi". Il gruppo ha denunciato che Rheinmetall sta avviando la produzione di munizioni proprio nella capitale tedesca, sottolineando come queste armi alimentano i conflitti in Palestina e Libano. Nel post diffuso online, l'associazione ha accompagnato le dichiarazioni anche con una richiesta di contributi economici ai sostenitori della causa.

Non è la prima azione organizzata negli ultimi giorni contro il produttore di armamenti tedesco. L'11 luglio scorso, solo due giorni prima, circa 1.800 persone hanno partecipato a una manifestazione analogo con la partecipazione della stessa Thunberg. Le proteste, secondo quanto riferito dagli organizzatori, non si arresteranno qui e continueranno a concentrarsi sulle attività della società.

Le autorità tedesche hanno identificato tutti i partecipanti al sit-in e hanno emesso ordini di espulsione nei loro confronti. La questione delle proteste ambientaliste ha attirato l'attenzione anche delle istituzioni locali: il presidente dell'organizzazione di polizia statale ha commentato gli sviluppi degli ultimi anni, sottolineando come certe forme di attivismo diretto siano state in passato tollerate da settori della politica, una circostanza che ha complicato l'interpretazione e l'applicazione della legge rispetto a reati analoghi.