Egle Possetti, presidente del Comitato che rappresenta i familiari delle vittime del tragico crollo del ponte Morandi, guarda al verdetto atteso per giovedì con un mix di speranza e inquietudine. Nel corso di un'intervista esclusiva, la donna ha espresso le sue aspettative sul processo di primo grado, ponendo l'accento sulla necessità di sanzioni severe nei confronti di Autostrade, della società Spea e dello Stato italiano.
Possetti non ha usato giri di parole nel descrivere la delusione per il comportamento delle istituzioni durante questa vicenda drammatica. Ha sottolineato in particolare come lo Stato non abbia fornito il sostegno e la vicinanza che le famiglie colpite dalla tragedia avevano il diritto di ricevere. Le sue parole rispecchiano il dolore e la frustrazione di chi ha perso persone care in un evento che, secondo molti analisti, avrebbe potuto essere prevenuto.
Una delle critiche più significative riguarda la gestione complessiva delle infrastrutture nel nostro Paese. Possetti ha denunciato un approccio superficiale e reattivo, basato su interventi di emergenza anziché su strategie di manutenzione e prevenzione a lungo termine. Secondo la sua testimonianza, le autorità competenti continuano a limitarsi a riparazioni temporanee senza affrontare i problemi strutturali di fondo che caratterizzano la rete viaria italiana.
L'attesa per la sentenza di primo grado rappresenta un momento cruciale non solo per le famiglie direttamente coinvolte, ma anche per il dibattito pubblico sulla sicurezza delle infrastrutture. Le dichiarazioni di Possetti evidenziano come la ricerca di giustizia sia inseparabile dalla richiesta di cambiamenti sistemici nella prevenzione e nella manutenzione dei ponti e delle strade che attraversano il territorio nazionale.
Mentre il tribunale si prepara a pronunciarsi, rimane alta l'attenzione sulla possibilità che questa sentenza rappresenti un punto di svolta nella responsabilizzazione di società private e istituzioni pubbliche rispetto alla sicurezza dei cittadini.