Un'aggressione selvaggia per una questione di denaro. Mohamed, un rider di 29 anni originario dell'Egitto che lavora per la piattaforma di consegne Glovo per finanziarsi gli studi al Politecnico di Torino, è stato brutalmente picchiato la sera del 29 aprile nel centro di Torino, a pochi passi dalla Mole Antonelliana. Il motivo? Non aveva abbastanza contanti per fornire il resto a clienti che rifiutavano i pagamenti digitali. Ora, dopo mesi d'indagini, i carabinieri hanno concluso l'inchiesta identificando i tre responsabili: un uomo di 38 anni di origine marocchina, una donna di venti anni residente a Orbassano e un terzo individuo già detenuto in carcere per altri reati.

La dinamica dell'accaduto è tanto banale quanto inquietante. Un ordine arriva sulla app di Glovo a nome della ventenne: Mohamed si reca al ristorante, ritira il pacco e si dirige verso l'indirizzo indicato per la consegna. All'arrivo scopre che il cliente intende pagare in contanti con una banconota da 50 euro, ma l'importo da versare è di 19,51 euro. Nel suo portafoglio Mohamed ha solo 23 euro, cifra insufficiente per completare la transazione. Quando propone di contattare il servizio clienti di Glovo, la situazione precipita: gli animi si scaldano, la discussione degenera e scoppia la violenza. Due uomini lo colpiscono ripetutamente fino a fargli perdere conoscenza, dopodiché si impadroniscono del cibo ordinato fuggendo dalla scena.

Mohamed, ferito e soccorso dai carabinieri intervenuti in seguito alla sua denuncia, è stato trasportato presso l'ospedale Gradenigo di corso Regina Margherita per le cure necessarie. La vicenda ha attirato l'attenzione mediatica anche della trasmissione televisiva Le Iene, che aveva dedicato uno spazio alla storia del giovane rider durante le settimane precedenti l'aggressione, documentando le difficoltà quotidiane di chi lavora nel settore delle consegne a domicilio.

I tre arrestati dovranno rispondere dell'accusa di rapina in concorso, reato che meglio descrive quanto accaduto: non si è trattato di una semplice aggressione, ma del furto di beni mediante violenza. L'indagine dei carabinieri ha richiesto settimane di lavoro investigativo per risalire all'identità dei responsabili e raccogliere le prove necessarie. Per il terzo arrestato è stato necessario un provvedimento specifico del tribunale, considerato che era già recluso per altri motivi.

Il caso solleva questioni rilevanti sulla sicurezza dei lavoratori del settore della gig economy e sulle vulnerabilità di chi svolge lavori come quello di rider. Mohamed rappresenta una categoria sempre più ampia di giovani che affidano il proprio sostentamento a piattaforme digitali, spesso in condizioni di precarietà economica e contrattuale. L'aggressione di fine aprile rimane uno dei numerosi episodi di violenza che coinvolgono addetti alle consegne, episodi che raramente trovano conclusione giudiziaria con tempestività.