Nel piccolo comune di Carrodano, nella provincia della Spezia, esiste un record che fa riflettere sulla gestione della sicurezza stradale in Italia. L'autovelox posizionato sulla strada provinciale 566 al chilometro 3+750 ha raggiunto il traguardo di 770mila verbali nel corso del 2025, un numero impressionante che ha attirato l'attenzione nazionale. Il dato diventa ancora più significativo se confrontato con la realtà demografica del luogo: nel paese risiedono appena 465 persone. Questo significa che il gettito da sanzioni ha prodotto circa 1.655 euro per ogni abitante, una cifra che evidenzia come il dispositivo agisca principalmente su automobilisti provenienti da altre zone.

L'amministrazione comunale ha cercato di chiarire la situazione sottolineando che le infrazioni colpiscono prevalentemente conducenti di passaggio che utilizzano la strada per raggiungere destinazioni come Levanto o per accedere all'autostrada, piuttosto che i residenti locali. Nonostante queste precisazioni, i numeri rimangono estremamente elevati e continuano a sollevare interrogativi sulla proporzionalità tra gli incassi e l'effettivo utilizzo della strada.

La questione di Carrodano si inserisce in un panorama più ampio dove gli autovelox rappresentano una fonte significativa di entrate per gli enti locali. Secondo i dati forniti dal Codacons, in ventuno città italiane gli incassi da sanzioni stradali hanno raggiunto complessivamente 306,5 milioni di euro negli ultimi cinque anni. Firenze guida questa triste classifica con 86,1 milioni, seguita da Milano con 52,1 milioni, Genova con 30 milioni, Bologna con 29,9 milioni e Roma con 25,4 milioni di euro.

Recentemente, il governo ha intrapreso azioni correttive attraverso un decreto volto a regolamentare meglio il funzionamento di questi dispositivi. Una misura rilevante riguarda la disattivazione di circa tremilacento autovelox, pari a un quinto del totale nazionale, secondo quanto comunicato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Per ulteriori 850 dispositivi sarà necessario ottenere una nuova omologazione prima di poter continuare l'attività.

Le nuove norme prevedono che tutti i futuri rilevatori di velocità devono essere adeguatamente omologati e calibrati, con controlli obbligatori annuali. Qualora la certificazione risulti scaduta o vengano riscontrate anomalie durante le verifiche, il dispositivo verrà posto fuori servizio. Questi interventi normativi rappresentano un tentativo di bilanciare la sicurezza stradale con il contrasto agli abusi nella gestione dei sistemi di controllo, un equilibrio che evidentemente a Carrodano risulta ancora lontano dal raggiungimento.