La piattaforma Polymarket torna inaccessibile dal territorio italiano senza ricorrere a strumenti di navigazione anonima. L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha deciso di reintegrare il portale specializzato in mercati predittivi nell'elenco ufficiale dei domini da oscurare, ripetendo una mossa già effettuata lo scorso ottobre. A riportare la notizia sono stati i media specializzati del settore gaming e successivamente la stampa economica nazionale. La decisione riaccende i riflettori su una questione mai completamente risolta, con particolare attenzione alle partnership commerciali stipulate di recente dalla società, in primo luogo l'accordo da 22 milioni di dollari con la Società Sportiva Lazio.
L'organo di controllo italiano ha ampliato significativamente la lista nera con ben 293 nuovi siti aggiunti alle restrizioni. Nel novero delle piattaforme ora bloccate figura anche Kalshi, il principale competitor globale nel segmento dei mercati predittivi. Attualmente le due piattaforme consentono agli utenti di effettuare previsioni su una vasta gamma di eventi: dalle competizioni sportive internazionali come i Mondiali, fino a questioni di rilevanza geopolitica e persino fenomeni meteorologici, creando di fatto un'arena virtuale dove le scommesse abbracciano praticamente qualsiasi aspetto della realtà contemporanea.
Il fondamento normativo della scelta dell'Agenzia risiede nell'articolo 4 della legge 401 del 1989, disposizione che sanziona chi raccoglie denaro per gioco d'azzardo o scommesse senza possedere le dovute autorizzazioni statali. Secondo l'interpretazione dell'ADM, Polymarket opererebbe de facto come un operatore di scommesse non concessionario. La piattaforma ha contestato questa classificazione, argomentando di non essere un tradizionale bookmaker bensì un "mercato predittivo", dove i partecipanti negozierebbero direttamente tra loro le quote, acquistando e cedendo contratti digitali il cui valore dipende dall'esito degli eventi sottostanti, con i pagamenti gestiti tramite asset crittografici. Tale distinzione colloca formalmente l'attività in una zona normativa particolarmente ambigua, tanto più considerando che una porzione significativa dell'utilizzo della piattaforma riguarda soltanto la consultazione di dati statistici e tendenze di mercato, piuttosto che transazioni vere e proprie.
Questo non rappresenta il primo intervento delle autorità italiane nei confronti della piattaforma americana. La storia del rapporto conflittuale tra Polymarket e i regolatori italiani si protrae da tempo, con precedenti interventi che testimoniano una tensione strutturale tra l'innovazione tecnologica del settore crypto-gaming e l'impianto normativo nazionale tradizionalmente orientato alla tutela del consumatore e al contrasto al gioco patologico. Le conseguenze del blocco potrebbero estendersi oltre la semplice inaccessibilità del sito, influenzando la sostenibilità legale e commerciale degli accordi già sottoscritti con enti italiani di rilievo come il club calcistico laziale, creando un precedente problematico per future collaborazioni tra startup fintech internazionali e istituzioni sportive italiane.