Pina Picierno non risparmia colpi all'indirizzo della leadership del centrosinistra italiano. Durante un intervento nel programma Omnibus di La7, l'europarlamentare ha lanciato una serie di critiche frontali contro Elly Schlein, Giuseppe Conte e l'intera coalizione Pd-M5s-Avs, utilizzando una metafora ricorrente per descrivere l'alleanza progressista come il "campo Lavrov" - facendo riferimento al ministro degli Esteri russo - un'espressione che ha ripetuto ben sette volte nel corso della discussione.
Il punto di partenza dell'attacco è stata un'intervista rilasciata quella mattina a Repubblica da Stefano Patuanelli, vicepresidente del Movimento Cinque Stelle. Nel colloquio, Patuanelli ha sottolineato che il M5s non è "assolutamente pro Putin" ma ha anche ribadito che la strategia europea non può fondarsi esclusivamente sulla fornitura di armamenti all'Ucraina. L'ex ministro ha criticato apertamente il riarmo continentale, invocando una soluzione negoziale che coinvolga sia Mosca che Kiev, e ha sconsigliato di immaginare una vittoria militare per gli ucraini sostenendo che il ricorso all'arma nucleare potrebbe rappresentare un rischio reale.
Picierno, che ha abbandonato il Partito Democratico dopo lunghi dissidi sulla linea adottata da Schlein - definita come "ossessivamente unitaria" con quella pentastellata - non ha esitato a condannare quella posizione come pericolosa e priva di fondamento. "Leggendo le dichiarazioni di Patuanelli stamattina rimango profondamente allarmato" ha dichiarato, aggiungendo che avrebbe auspicato un'alternativa politica di centrosinistra genuinamente democratica ed europea. Tuttavia, la vera freccia è stata scagliata contro Conte, leader del M5s, accusato di pronunciare affermazioni non soltanto errate ma anche destabilizzanti.
L'affondo più duro riguarda però la segretaria del Pd: "Il vero problema non è il putinismo dichiarato di Conte, ormai noto a tutti, ma l'assenza di qualsiasi reazione da parte di Elly Schlein, che continua a fingere di non vedere" ha tuonato Picierno, riprendendo critiche di matrice renziana sul "populismo con la pochette di Conte". La vicepresidente del Parlamento europeo sostiene che il vero centrosinistra deve operare una discontinuità netta rispetto a questi due leader, ipotizzando alternativamente candidati come Gabrielli o Silvia Salis alla presidenza del Consiglio.
Secondo Picierno, l'intero progetto coalitivo poggia su fondamenta fragili: niente li tiene veramente insieme se non una generica ambiguità. "Non esiste un programma coesivo, non c'è nemmeno uno straccio di progetto condiviso" sostiene. La critica si estende ai temi fondamentali che la sinistra italiana non riuscirebbe ad affrontare con chiarezza: l'impegno europeo autentico, la difesa dei principi democratici liberali, l'inviolabilità dei confini internazionali e il rispetto del diritto globale - questioni cruciali nel contesto geopolitico attuale.