Una tempesta di polemiche ha investito Scribble Hunt, il titolo sviluppato da SCRIBBLE BUNNY distribuito su Steam, dopo che il sito coreano Inven ha documentato una serie di inquietanti somiglianze con Meccha Chameleon, il gioco che ha conquistato il mercato globale con 15 milioni di copie vendute in meno di 30 giorni dal lancio del 9 giugno 2026. Le accuse non si limitano a una vaga parentela ludica: secondo gli investigatori di Inven, gli elementi comuni spaziano dalle regole fondamentali alle meccaniche di gioco, dall'interfaccia utente fino ai sistemi di battaglia specifici.
Meccha Chameleon, creato dallo sviluppatore e publisher lemorion_1224, propone un'esperienza multiplayer dove due a dieci giocatori si dividono tra predatori e prede nascoste. I personaggi inseguiti partono bianchi e devono mimetizzarsi campionando colori, texture e motivi direttamente dall'ambiente circostante. Scribble Hunt ripropone questa stessa struttura: gli inseguitori armati di paint blaster, bombe di vernice e fucili possono attivare il tracciamento a infrarossi negli ultimi 30 secondi, mentre i giocatori nascosti si trasformano in oggetti o replicano l'ambiente per sfuggire. Le similitudini documentate da Inven suggeriscono più di una coincidenza.
Anche i dettagli amministrativi accendono i sospetti. Il gioco cambia nome a seconda del mercato geografico: Scribble Hunt in inglese, una variante traducibile come "nascondino disegnato" in giapponese, "Super Chameleon" in versione cinese. Eppure, nella localizzazione coreana, al momento della segnalazione compariva esattamente il titolo Meccha Chameleon, il che rappresenta un elemento particolarmente compromettente per SCRIBBLE BUNNY.
A complicare ulteriormente la posizione dello sviluppatore contribuisce la dichiarazione ufficiale presente sulla pagina Steam: l'azienda ammette di aver utilizzato intelligenza artificiale generativa per alcune illustrazioni promozionali e immagini della vetrina del negozio. SCRIBBLE BUNNY precisa che nessuna generazione tramite AI avviene durante le partite e che gli asset di gioco sono stati realizzati in modo tradizionale, limitando quindi la controversia ai soli materiali pubblicitari. Tuttavia, l'impiego di AI in questo contesto aggiunge un ulteriore elemento di criticità a una situazione già compromessa dalle accuse di imitazione delle meccaniche di gioco principale.