New York ha deciso di sbarrare le porte dei suoi tribunali agli occhiali intelligenti. Dal prossimo 20 luglio, una norma drastica proibirà l'accesso alle aule giudiziarie a chiunque indossi dispositivi dotati di fotocamera, compresi i celebri Ray-Ban Meta di Meta. Il provvedimento rappresenta un tentativo deciso di arginare il fenomeno delle riprese non autorizzate durante i processi, un'attività vietata dalla legge dello stato per tutelare l'integrità delle giurie e la sicurezza dei testimoni.

Il divieto si applica senza eccezioni a tutte le categorie di persone che accedono alle corti: dal pubblico agli avvocati, dai pubblici ministeri fino ai testimoni. Nemmeno gli occhiali con lenti correttive su prescrizione medica sfuggono al controllo. Chi si presenta ai metal detector con questi dispositivi avrà l'obbligo di consegnarli ai funzionari giudiziari prima di entrare, costretto a indossare occhiali ordinari per l'intera permanenza nell'edificio.

La decisione arriva dopo un episodio significativo accaduto a febbraio in California, durante un processo sulla dipendenza dai social network. Gli stessi legali di Mark Zuckerberg, il fondatore di Meta, si erano presentati in aula indossando deliberatamente i Ray-Ban Meta mentre accompagnavano il loro cliente. Il giudice aveva reagito con preoccupazione, sottolineando i rischi di compromissione dell'anonimato dei giurati. Questo episodio ha evidentemente accelerato la riflessione delle autorità giudiziarie newyorkesi sulla necessità di regole stringenti.

Il cuore del problema risiede nella tecnologia stessa. Gli occhiali Meta catturano foto e video con un semplice tocco sulla stanghetta, praticamente invisibile agli occhi degli altri. In uno spazio ristretto come un'aula di tribunale, questa capacità rappresenta una minaccia concreta al segreto delle deliberazioni e alla sicurezza psicologica dei giurati. Meta ha introdotto un piccolo LED bianco lampeggiante per avvertire della registrazione in corso, ma esperti e critici considerano questa protezione superficiale e facilmente aggirabile. Negli ultimi mesi, è emerso un vero mercato nero: tecnici specializzati mascherano il LED con adesivi opachi o lo disattivano fisicamente, permettendo agli utenti di registrare senza che nessuno se ne accorga.

Di fronte a questi abusi, Meta ha reagito in luglio con un aggiornamento software forzato. Ora il sistema automaticamente blocca la fotocamera qualora rilevi che l'indicatore luminoso è stato ostruito, danneggiato o rimosso. Tuttavia, le autorità di New York hanno evidentemente concluso che tali misure non sono sufficienti, optando per la soluzione più radicale: vietare completamente questi dispositivi dalle aule giudiziarie. Si tratta di un precedente significativo che potrebbe ispirare altre giurisdizioni a seguire lo stesso percorso.