Palazzo Altemps si trasforma in spazio di dialogo tra passato e contemporaneo con l'apertura della mostra dedicata a Mircea Cantor, uno dei nomi più significativi della scena artistica europea contemporanea. L'esposizione, intitolata "Costellazioni dell'antico", resterà visitabile fino al 27 settembre e rappresenta un progetto ambizioso che nasce dalla collaborazione tra il Museo Nazionale Romano, l'Accademia di Romania e l'Istituto Culturale Romeno, con il supporto dell'Ambasciata romena in Italia.
Cantor, che da oltre due decenni risiede e lavora in Francia, ha costruito una ricerca artistica che fonda le proprie radici nella cultura romena pur dialogando costantemente con gli insegnamenti e le esperienze internazionali. Questo continuo scambio tra le sue origini e l'apertura verso linguaggi artistici globali permea ogni sua creazione di una complessità interpretativa che invita lo spettatore a riflettere sul ruolo della memoria nella nostra quotidianità. La mostra, curata da Pier Paolo Pancotto e Federica Rinaldi, raccoglie quindici opere che guidano il visitatore in un percorso meditativo attraverso le sale del palazzo.
Tra le installazioni più suggestive figura "I sette guardiani", un'opera scultorea che rende omaggio alle colonne antiche mediante sette elementi in legno di pino intagliati da artigiani rumeni. Ogni colonna è coronata da un cappello di pelliccia che evoca il "pileatus", il tipico copricapo dell'aristocrazia dell'antica Dacia. Parallelamente, l'installazione "Murus dacicus" richiama le fortificazioni costruite dai Daci per proteggere le loro città, creando un dialogo affascinante tra la solidità della storia e la precarietà dei materiali contemporanei.
Un'altra opera di grande impatto emotivo è "Sleeping Hyperion", una maschera in gesso realizzata in scala 1:1 che riproduce il volto di Mihai Eminescu, il poeta nazionale romeno. L'installazione riposerà su coperte di lana tessute tradizionalmente, creando un'atmosfera quasi domestica che contrasta con lo splendore austero di Palazzo Altemps. Quest'opera genera un incontro sospeso nel tempo tra il venerato poeta e la figura della Erinni addormentata conservata nel palazzo, due presenze che si guardano attraverso i secoli.
Cantor concepisce questa mostra non come semplice esposizione, ma come esperienza emotiva articolata dove l'arte contemporanea conversa direttamente con la collezione di sculture classiche già presente nel museo. Attraverso simboli, movimenti e strutture cariche di significato, l'artista rumeno invita il pubblico a ripercorrere il tema della memoria, quel filo invisibile che lega il presente al nostro passato culturale e personale, trasformando Palazzo Altemps in un teatro di incontri temporali.