Una scultura ritenuta sacra dalla storia italiana è stata oggetto di vandalismo. Sul monumento del Col Moschin, una pietra miliare che ricorda uno dei momenti più significativi della Prima guerra mondiale, qualcuno ha incollato un adesivo con il messaggio 'Free Palestine'. La denuncia è arrivata da Paola Chiesa, parlamentare di Fratelli d'Italia e responsabile del dipartimento Difesa del partito, che ha manifestato forte indignazione per quanto accaduto.

Il monumento in questione è un semplice cippo di granito che riporta un'iscrizione dedicata a uno dei capitoli più gloriosi della guerra italiana: 'Arresto offensiva austriaca e riconquista Col Moschin 1918'. Secondo le ricostruzioni storiche, il 15 giugno 1918, durante la battaglia del solstizio, le truppe austro-ungariche avevano sfondato le linee difensive italiane, conquistando posizioni strategiche come il Col Fagheron, il Col Fenilon e appunto il Col Moschin. Questa avanzata nemicacreava un grave pericolo d'accerchiamento dell'intero schieramento italiano sul Grappa e minacciava di aprire il varco verso la pianura vicentina, con conseguenze potenzialmente catastrofiche per la difesa nazionale.

L'esercito italiano rispose prontamente con un contrattacco affidato agli Arditi, le celeberrime truppe d'assalto del IX Reparto comandate dal maggiore Giovanni Messe. L'operazione ebbe inizio la mattina del 16 giugno senza attendere il supporto dell'artiglieria, al fine di mantenere l'elemento sorpresa. Gli Arditi scalarono i pendii del monte e si lanciarono all'assalto delle trincee austriache: la vetta cadde nelle mani italiane in soli dieci minuti di combattimento estremamente violento, bloccando definitivamente l'offensiva nemica e salvaguardando la linea difensiva.

Chiesa ha commentato l'accaduto con parole di condanna: "Provo pena e disprezzo per chi ha compiuto questo gesto», definendo l'episodio come "indegno" e denunciando esplicitamente l'autore come «vile anti-italiano». Il monumento, che rappresenta il sacrificio e il coraggio di soldati che diedero gloria al Paese, è stato probabilmente ripristinato, ma rimane l'offesa alla memoria di coloro che combatterono onorevolmente per l'Italia.

L'episodio riaccende il dibattito sulla protezione dei monumenti storici nazionali e sulla necessità di preservare la memoria collettiva dai tentativi di strumentalizzazione politica. Il Col Moschin, uno dei luoghi più significativi della Grande Guerra italiana, torna così alle cronache non per ricordare il valore dei caduti, bensì per denunciare un atto di disprezzo verso il patrimonio storico della nazione.